Dopo l’eliminazione dal terzo mondiale di fila, per la nostra nazionale è il momento di ricominciare per l’ennesima volta. Una rifondazione totale, a partire dalle fondamenta, rifondazione che è iniziata con le dimissioni, una in fila all’altra, prima di Gravina, poi di Buffon e infine di Gennaro Gattuso.
Ora per l’Italia è il momento di rinascere, rimboccarsi le maniche e per l’ennesima volta ripartire. Anche di questo ha parlato il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma. Queste le sue parole.
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini
“Come contrastare la crisi del calcio italiano? Non saprei… Sicuramente non è un problema unico. È un sistema che non va, ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, fin da piccoli, quindi una base enorme c’è. È un problema che va affrontato da parte di tutti, globalmente. Il calcio è anche un aspetto sociale. Non è un problema di un ciclo ma qualcosa di strutturale“.

Gasperini è stato poi nominato come uno dei possibili eredi della panchina di Gattuso. Il tecnico giallorosso ha però dribblato la domanda. Ecco cosa ha detto:
“Ora vengono fatti i nomi di tutti… Ripeto: il problema è una visione generale, un riassetto. Questo è molto più importante del tema di un singolo allenatore. Magari anche il tema campionati è da affrontare, tante squadre sono sparite. Non credo che di colpo si sia disimparato a giocare a calcio, poi col passato pazzesco che avevamo… E’ una questione di sistema“.
La colpa è del sistema
Le parole di Gian Piero Gasperini mettono in luce una visione lucida: la crisi del calcio italiano non dipende da singoli allenatori o cicli, ma da problemi strutturali. Il riferimento al “sistema” evidenzia carenze organizzative e di sviluppo, nonostante una base ampia di giovani. Anche il ridimensionamento di molte realtà calcistiche pesa. Il messaggio è chiaro: serve una riforma complessiva e una visione a lungo termine per rilanciare davvero il movimento e la Nazionale.