Non è stata una Roma disastrosa, ma nemmeno una Roma capace di ribellarsi davvero al copione. L’Udinese vince 1-0 e lo fa con una partita “da casa”: fisica, ordinata, più pratica che brillante. Per la Roma resta la sensazione di un’occasione lasciata a metà, di una squadra ancora in costruzione e di un dettaglio — quel rimbalzo maledetto — che decide tutto.
La gara decisa da un episodio e da un muro chiamato Okoye
Il punto di rottura arriva a inizio ripresa: Jurgen Ekkelenkamp calcia la punizione, la palla prende la deviazione di Donyell Malen e diventa imprendibile per Mile Svilar. È un gol che nasce da un frammento e vive di casualità, ma l’Udinese poi lo difende con maturità, togliendo ritmo e linee alla Roma.
Nel finale, l’ultima fotografia è quasi crudele: Wesley pennella in area, Gianluca Mancini si butta da attaccante aggiunto e al 96’ trova il volo al volo, ma Maduka Okoye compie un miracolo e salva il risultato. Poi sul corner non esce più nulla.
Roma pallida, assenze pesanti e classifica che cambia volto dopo Udinese-Roma
Alla Roma è mancato il guizzo: Malen ci ha messo tutto quello che aveva, Venturino ha portato un’energia “da futuro”, Robinio Vaz è ancora acerbo per prendersi certe responsabilità nel finale. E senza Paulo Dybala, Evan Ferguson e Manu Koné (oltre ad altre defezioni), incidere davanti è diventato un lavoro sporco, non sempre possibile.
La conseguenza è doppia: la Roma scivola al quinto posto a 43 punti, superata dalla Juventus (45) e staccata dal Napoli (46), mentre il Como resta lì a -2 e l’Atalanta, più dietro, rimane una presenza potenzialmente fastidiosa.