Mancini bacia la maglia, ma la storia fa tremare: quando il gesto portò male

Dopo la doppietta nel derby, il difensore della Roma ha baciato lo stemma sotto la Curva Sud. Nessun caso mercato: il rinnovo è vicino, ma i precedenti fanno sempre discutere

Jacopo Mandò -
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Mancini bacia lo stemma
Mancini bacia lo stemma della Roma: tutti i precedenti “sfortunati” – Romaforever.it

Nel calcio il bacio alla maglia è uno dei gesti più forti. È promessa, appartenenza, identità. Gianluca Mancini lo ha fatto dopo il gol alla Lazio, nella domenica in cui la sua doppietta ha consegnato alla Roma un derby pesantissimo nella corsa Champions. Un’immagine potente, da leader riconosciuto. Eppure, nella storia recente della Serie A, quel gesto non sempre è stato seguito da un futuro lungo con gli stessi colori.

Il gesto di Mancini e il rinnovo vicino

Nel caso di Mancini, va chiarito subito un punto: non c’è alcun segnale di addio. Il difensore non è sul mercato e la Roma lavora da tempo al suo rinnovo, con l’idea di blindarlo ancora a lungo dentro il progetto giallorosso. Il bacio allo stemma, quindi, va letto per quello che è: un’esultanza di pancia, davanti alla Curva Sud, dopo una delle partite più importanti della sua carriera.

La sua doppietta alla Lazio ha avuto un peso enorme anche sul piano statistico: Mancini è diventato il primo difensore romanista a segnare due gol in un derby di Serie A. Un’altra fotografia da capitolo speciale, dopo il gol del 2024 e la bandiera sventolata sotto il settore giallorosso.

Da Zaniolo a Donnarumma: i baci “traditi”

La memoria, però, corre veloce. Nicolò Zaniolo baciò la maglia della Roma dopo il gol al Milan nel 2019, parlando di una grande serata; quattro anni dopo il rapporto si chiuse con la cessione al Galatasaray. Gianluigi Donnarumma baciò lo stemma del Milan in pieno clima di mercato: poi arrivarono rinnovo, tensioni e, nel 2021, l’addio a parametro zero al PSG.

Anche Hakan Calhanoglu aveva raccontato il suo primo bacio alla maglia del Milan, prima di passare all’Inter nel 2021. Brahim Diaz, dopo il bacio rossonero e le parole d’affetto, è tornato al Real Madrid. Romelu Lukaku, invece, baciò di nuovo lo stemma dell’Inter al rientro, salvo poi vivere un altro strappo con il club nerazzurro.

Per Mancini, oggi, la storia sembra andare nella direzione opposta. Ma il calcio insegna una cosa: il bacio alla maglia emoziona sempre, però non è mai una firma.