Se fino a qui la Roma ha provato a risalire la partita “a onde”, adesso Gasperini sceglie di forzarla una volta per tutte. Arriva un triplo cambio che chiude il pacchetto delle cinque sostituzioni e riscrive la squadra: più spinta sulle fasce, più gente tra le linee, più attaccanti veri negli ultimi metri. È la mossa di chi non vuole tornare da Udine con rimpianti: la Roma, adesso, è dichiaratamente a trazione anteriore.
Tsimikas dentro, Wesley torna a destra
La prima scelta è quasi “strutturale”: Kostas Tsimikas entra al posto di Zeki Çelik e si piazza a sinistra, mentre Wesley torna sulla corsia che sente più sua, quella di destra. È un cambio che non vale solo come freschezza: è un tentativo di alzare la qualità dei cross e la continuità della spinta, costringendo l’Udinese ad abbassarsi e difendere più vicino alla propria area. In pratica: meno palleggio “sterile”, più palloni dentro, più pressione sul secondo palo.
Pisilli per El Aynaoui e Robinio Vaz per Soulé
Poi arriva il cambio in mezzo: Niccolò Pisilli per Neil El Aynaoui. Energia, gamba, aggressività sulle seconde palle: in questa fase non serve solo costruire, serve anche recuperare alto e ributtare subito la palla in area.
Infine la scelta più “pesante” nel racconto del finale: fuori Matías Soulé — che aveva acceso più volte la Roma con strappi e qualità — dentro Robinio Vaz. Il messaggio è chiaro: Gasperini vuole una Roma che viva stabilmente negli ultimi 25 metri, con Robinio Vaz, Venturino e Donyell Malen davanti. Tradotto: meno equilibrio, più rischio, più presenza offensiva.
È una Roma che prova a vincerla con l’urto e con il numero: attaccare con più uomini, riempire l’area, alzare il ritmo e rendere la partita “sporca” nel modo giusto. Adesso la salita è chiara, ma almeno la Roma ha scelto come affrontarla: a testa alta e con tre punte vere.