Non accennano a placarsi le vibranti proteste attorno al controverso calcio di rigore assegnato martedì scorso a favore del Manchester United. Durante la concitata azione incriminata, un contatto del tutto impercettibile tra il difensore Mancini e l’attaccante Cunha – pronto a lasciarsi cadere facilmente sul terreno di gioco – è apparso del tutto sufficiente agli occhi del direttore di gara Gil Manzano per decretare la massima punizione senza alcuna esitazione. La discussa decisione del fischietto spagnolo si è rivelata l’autentico punto di svolta del match, restituendo forza e carica ai padroni di casa inglesi, capaci poi di completare l’incredibile rimonta fino al 3-2 finale.
La precisazione della UEFA e le ombre sulla decisione arbitrale
A margine della sfida, la posizione assunta dagli organi governativi del calcio europeo ha fornito una chiarezza soltanto parziale. Attraverso una nota sul proprio portale ufficiale, la UEFA si è infatti limitata a motivare esclusivamente le ragioni per cui la punizione dal dischetto è stata fatta ripetere, dal momento che la prima battuta di Fernandes era stata brillantemente respinta da Vasquez. La UEFA ha chiarito la situazione precisando che: “È stato ribattuto a causa dell’ingresso anticipato in area di Bryan Cristante, che è entrato prima che il pallone fosse effettivamente calciato da Fernandes, che perciò ha dovuto calciare una seconda volta”.

Nessuna spiegazione formale è invece giunta riguardo al fischio iniziale sull’intervento del difensore ai danni del brasiliano, lasciando completamente irrisolto il grande interrogativo fondamentale sulla bontà complessiva dell’assegnazione.