Capello esalta e avverte la Roma: “KO che fanno crescere. Gasp come me nell’anno dello Scudetto”

Le dichiarazioni di Fabio Capello a La Gazzetta dello Sport

Jacopo Pagliara -
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Fabio Capello (RomaForever.it)
Fabio Capello (RomaForever.it)

Una Roma dai due volti cade a Manchester, ma l’amarezza per un secondo tempo incomprensibile non cancella la straordinaria qualità espressa nella prima frazione di gioco. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello analizza con lucidità il blackout dei giallorossi, capaci di dominare l’avvio per poi sparire dal campo nella ripresa. Se il rammarico per i risultati è enorme, l’ex tecnico sottolinea come questi KO facciano parte di un fondamentale percorso di crescita. Evocando un celebre aneddoto della sua Roma tricolore, Capello evidenzia come le prestazioni offerte contro potenze quali Manchester United e Real Madrid certifichino l’alto valore della squadra guidata da Gasperini, oggi chiamata a trasformare la delusione in nuova consapevolezza.

Le parole di Capello

Intervistato sull’andamento della sfida andata in scena a Manchester, Fabio Capello ha esordito analizzando l’ottimo avvio dei giallorossi:

«Nel primo tempo la Roma è stata padrona del gioco, dominante in tutto: aggressività, recupero palloni, pericolosità e visione. Sembrava una partita facile, lo United non era mai stato pericoloso in alcun aspetto. La Roma era invece ben messa in campo, attenta e rapida nel ripartire per approfittare del loro disordine».

Soffermandosi poi sul netto cambio di rotta avvenuto nella ripresa, l’ex tecnico si è interrogato sulle cause del crollo:

«La domanda è: la Roma ha pensato fosse tutto troppo facile ed è entrata rilassata? Può essere stata una reazione inconscia, magari i giallorossi hanno pensato di avere a che fare con lo United visto nelle ultime partite. Di solito la Roma lotta, si ripropone e invece nella ripresa non ha fatto nulla, non ha giocato, né mai tirato in porta. Sembrava si fossero scambiate le magliette, è vero».

Old Trafford (foto manutd.com)
Old Trafford (foto manutd.com)

Riflettendo infine sull’impatto psicologico della battuta d’arresto e sul suo peso all’interno del processo di maturazione della squadra, Capello ha concluso con un parallelo storico:

«Intanto diciamo che c’è rammarico, la Roma ha sfiorato due vittorie che avrebbe meritato di mettere in bacheca. E invece ti ritrovi con zero punti e bisogna capire perché è successo. Ma sono sconfitte che fanno parte di un percorso. L’anno dello scudetto, dopo un ko per 3-2 in casa del Milan, ai ragazzi negli spogliatoi dissi: “Oggi sono contento”. Loro mi guardarono perplessi, ma in quella sconfitta avevo capito che eravamo competitivi e potevamo vincere il titolo. Ecco, Gasp farà lo stesso, quello che ha fatto vedere la Roma contro Real e United non può essere cancellato. E non lo ha fatto contro una squadra di Serie B, ma contro potenze europee».