Foti e i retroscena di Budapest: “Dopo il Siviglia qualcosa si è rotto con la proprietà”

L’ex vice di Mourinho riapre l’album dei ricordi a la Repubblica

Jacopo Pagliara -
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Mourinho e Foti
Mourinho e Foti (RomaForever.it)

Il legame viscerale con lo spogliatoio, la dolorosa ferita di Budapest e i retroscena di una panchina vissuta sempre sul filo della tensione. Sulle pagine de La Repubblica, Salvatore Foti, vice di José Mourinho durante l’avventura alla Roma, ha riaperto l’album dei ricordi dell’era dello Special One. Un racconto intimo e senza filtri che ripercorre i momenti cruciali della gestione portoghese, dalla stoica resistenza psicologica infusa alla squadra dopo la controversa finale di Europa League persa contro il Siviglia, fino alle proverbiali barricate continue contro le decisioni arbitrali. L’ex vice allenatore svela le strategie motivazionali di un tecnico capace di farsi seguire ciecamente dai propri giocatori, tratteggiando anche il momento esatto in cui l’idillio con la proprietà capitolina si è irrimediabilmente spezzato.

Le parole di Foti

Riavvolgendo il nastro fino alla drammatica notte di Budapest e alla sconfitta ai rigori contro gli andalusi, l’ex vice allenatore ricorda con profonda emozione le parole pronunciate dal tecnico portoghese per risollevare un gruppo in lacrime:

«A fine partita eravamo tutti distrutti e lui ci radunò in cerchio. Ricordo perfettamente cosa ci disse: “Nulla cancella quello che avete fatto, le medaglie le hanno loro, ma senza alcune decisioni dell’arbitro questa partita l’avreste vinta voi”. Poi disse che non voleva veder nessuno piangere e aggiunse una cosa stupenda: “Non vado via, io e voi siamo una cosa sola”. Siamo stati uno spettacolo. Ma quel giorno qualcosa si è rotto».

Nonostante quella cocente delusione europea avesse di fatto blindato il rapporto tra allenatore, squadra e tifosi, Foti individua proprio in quel frangente la genesi della frattura insanabile con i vertici societari:

«Quella finale rafforzò il rapporto con la tifoseria e la squadra. Ma ha incrinato quello con la proprietà. Ma i motivi li tengo per me».

Siviglia-Roma (RomaForever.it)
Siviglia-Roma (RomaForever.it)

Descrivendo la totale devozione dei giocatori verso i metodi psicologici dello Special One, il collaboratore svela poi un curioso aneddoto sulle ore febbrili che precedettero il trionfo in Conference League a Tirana:

«Ci saremmo tutti buttati nel fuoco. Durante una partita c’era stato un battibecco tra me e Matic: fu lui a farci ricucire subito. Ha sempre apprezzato la mia schiettezza. Prima della finale di Conference ci tenne tutti fino alle tre del mattino a studiare i video dicendo che quello che avevamo pensato non andava bene. A colazione ci spiegò il piano e io gli dissi: “Mister, ma è quello che dicevamo ieri”. E lui: “Volevo vedere quanto ne eravate convinti”. Lui è così, alza sempre il livello».

Infine, soffermandosi sul clima perennemente incandescente in panchina e sulle numerose espulsioni rimediate dallo staff, ammette senza troppi giri di parole come si trattasse di una precisa e voluta strategia della tensione:

«Qualcosa del genere. Creavamo una baraonda tremenda. A volte ce lo chiedeva proprio di alzare il livello. Ma lui è così: non accetta l’errore di nessuno, in occasione delle partite importanti. Nemmeno dell’arbitro».