L’eleganza cristallina di Paulo Dybala e l’istinto letale di Donyell Malen come armi per scardinare la difesa del Real Madrid, ma anche l’esplosione dei giovani talenti sotto l’attenta guida di Gian Piero Gasperini. Sulle colonne de Il Corriere dello Sport, l’ex terzino giallorosso Max Tonetto ha analizzato l’avvio di stagione della Roma, spendendo parole di assoluta ammirazione per l’affiatata coppia offensiva e per il coraggio del tecnico nel lanciare un prospetto interessante come Lulli. Un sistema tattico tanto coraggioso e votato all’attacco che lo stesso Tonetto avrebbe voluto sperimentare in carriera. Guardando infine agli orizzonti stagionali, l’ex esterno fissa l’asticella: il piazzamento Champions in campionato rappresenta un traguardo imprescindibile, mentre in Europa sarà cruciale imparare a reggere l’urto dei palcoscenici più prestigiosi.
Le parole di Tonetto
Elogiando l’intesa e le spiccate qualità del tandem offensivo a disposizione del tecnico, l’ex esterno mancino esalta le doti dei due attaccanti, considerati l’anima della manovra capitolina:
«Si incastrano molto bene. Se c’è un giocatore per cui vale la pena pagare il biglietto in Italia, quello è Dybala: auguriamoci lunga vita e salute, perché sposta gli equilibri. Malen si è integrato perfettamente, conosce i movimenti, sa quando tenere palla e ha un istinto sottoporta eccezionale. Può rifarsi e fare male al Real Madrid».

Spostando poi l’attenzione sulle liete sorprese emerse in questo primissimo scorcio di stagione, Tonetto applaude la spregiudicatezza dell’allenatore nel valorizzare i prospetti più brillanti, indicando un giovane in particolare:
«Sicuramente Lulli. Mi piace quando Gasperini intravede le qualità di un giovane in allenamento e non ha remore a buttare dentro un ragazzo. Lulli ha la gamba e gli inserimenti senza palla perfetti per fare l’esterno a tutta fascia in questo modulo».

Affascinato dai meccanismi collaudati sulle corsie esterne e dalla vocazione offensiva della squadra, l’ex difensore ammette con una punta di rammarico quanto gli sarebbe piaciuto mettersi a disposizione di un simile sistema di gioco:
«Come faccio a dire di no? Per la vocazione a essere propositivi e ad attaccare sempre in avanti, il suo gioco sarebbe stato perfetto per le mie caratteristiche».
Infine, tracciando la linea degli obiettivi per certificare la definitiva maturazione del gruppo, fissa chiaramente le priorità tra confini nazionali e palcoscenico continentale:
«In campionato il piazzamento tra le prime quattro deve concretizzarsi di nuovo, tutto il resto è in più. In Europa l’obiettivo è reggere l’urto e abituarsi a giocare e alzare il livello ogni tre giorni, crescendo giorno dopo giorno».