Florenzi lancia la Roma di Gasp: “Ha il calcio più europeo d’Italia. Il Real si affronta così”

Le parole di Alessandro Florenzi sulle colonne de Il Messaggero

Jacopo Pagliara -
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Alessandro Florenzi (foto asroma.com)
Alessandro Florenzi (foto asroma.com)

Un amore mai sopito, il rimpianto per un ritorno sfiorato e lo sguardo attento sul presente. Alessandro Florenzi si racconta a tutto tondo sulle pagine de Il Messaggero, spaziando dai ricordi vissuti nella Capitale all’attesissima supersfida di Champions League tra Roma e Real Madrid. L’ex capitano, fiero di aver ereditato la fascia da Daniele De Rossi, svela un retroscena di mercato legato alla gestione Mourinho: un rientro sfumato solo per le diverse visioni della società. Dal passato, con il bruciante ricordo della semifinale contro il Liverpool condizionata dall’assenza del Var, Florenzi si proietta poi sull’imminente notte dell’Olimpico, incoronando il calcio coraggioso ed “europeo” di Gian Piero Gasperini come l’arma perfetta per provare a fermare i fuoriclasse spagnoli.

Le parole di Florenzi

Svelando un clamoroso retroscena di mercato legato ai contatti avuti in passato con lo Special One per un possibile rientro a Trigoria, l’ex numero 24 non nasconde un pizzico di amarezza per le scelte della dirigenza dell’epoca:

«C’era stato un approccio da entrambe le parti, ma dalla società è stato rimandato indietro perché aveva altri piani. Per me giocare nella Roma è stato un sogno, ma la società aveva visioni diverse e ha deciso di lasciarmi alla porta».

Alessandro Florenzi (foto asroma.com)
Alessandro Florenzi (foto asroma.com)

Spostando l’attenzione sull’attualità e sulla ricetta tattica necessaria per imbrigliare i Blancos nel grande appuntamento europeo, Florenzi ha esaltato senza mezzi termini la mentalità internazionale impressa dall’attuale tecnico giallorosso:

«Il gioco di Gasperini, tra le italiane, è quello più europeo. Il più aperto, giocano uno contro uno, a Como si è vista una partita tatticamente molto bella, ho visto spunti interessanti. Non credo cambierà una virgola rispetto a domenica».

Inevitabile poi un tuffo nel passato, riaprendo la ferita della rocambolesca semifinale di Champions League contro il Liverpool. Un doppio confronto epico, in cui l’ausilio della tecnologia avrebbe potuto riscrivere la storia di quella cavalcata:

«Avrebbero potuto giocare l’ultima mezzora in dieci e avremmo potuto fare due gol con la spinta dell’Olimpico. Eravamo sulle ali dell’entusiasmo, venuti da un’altra rimonta. Avrei voluto giocarli quei 30 minuti contro 10 e poi catapultati in avanti. È stata una roba che ha fatto capire che il Var serviva».

Infine, ripensando al peso e alle responsabilità derivate dall’aver raccolto la pesantissima eredità della fascia al braccio dopo l’addio di Daniele De Rossi, l’esterno ha rivendicato con profondo orgoglio il suo legame con quei colori:

«È stato un onore e la rimetterei domani».