Mancini spinge la Roma: “L’intensità di Gasp metterà in crisi il Real”

Le dichiarazioni dell’ex giallorosso alla vigilia del match contro il Real Madrid

Jacopo Pagliara -
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Amantino Mancini (foto asroma.com)
Amantino Mancini (foto asroma.com)

L’intensità tattica di Gian Piero Gasperini per scardinare le certezze del Real Madrid, unita a uno sguardo attento sull’evoluzione di una rosa sempre più a trazione argentina. Amantino Mancini, indimenticato esterno brasiliano, ha analizzato il momento della Roma ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Alla vigilia della prestigiosa sfida di Champions League, l’ex attaccante giallorosso ha incoronato il gioco coraggioso del tecnico, indicandolo come la chiave per centrare la grande impresa europea. Nel corso dell’intervista, Mancini ha evidenziato con un pizzico di nostalgia il cambio di rotta della colonia sudamericana nello spogliatoio capitolino, per poi soffermarsi sulla fisiologica flessione del connazionale Wesley, tutelando il giovane talento dai gravosi e inarrivabili paragoni con due leggende del calibro di Cafu e Maicon.

Le parole di Mancini

Interrogato sulla ricetta tattica ideale per provare a sgambettare la corazzata di José Mourinho, l’ex attaccante non ha dubbi sulle enormi potenzialità del piano gara preparato dall’allenatore.

«Servirà una Roma intensa, con tanta fisicità: se riuscirà a esserlo può anche vincere, lo stile di gioco di Gasp può mettere in crisi gli spagnoli. Il tecnico giallorosso, tra l’altro, ha già fatto bene contro tante big d’Europa quando era all’Atalanta».

Soffermandosi poi sulla nuova fisionomia dello spogliatoio romanista, oggi dominato da una folta colonia di ben cinque giocatori argentini, l’indimenticato talento verdeoro ha ammesso con un sorriso una certa sorpresa rispetto alle tradizioni del club.

«Un po’ strano, lo ammetto. Anche perché la Roma ha sempre avuto tanti brasiliani…».

Infine, analizzando l’avvio di stagione sottotono del suo connazionale Wesley, Mancini ha difeso l’esterno mancino dalle naturali difficoltà di conferma, allontanando con assoluta fermezza i paragoni scomodi con due mostri sacri della storia romanista.

Wesley (foto asroma.com)

«Wesley è arrivato a Roma che non lo conosceva nessuno e ha fatto benissimo. Quest’anno è stato condizionato un po’ dall’infortunio, un po’ dal fatto che ora lo conoscono tutti. Per lui ora sarà più dura, ma è ancora giovane e può crescere. Ha caratteristiche interessanti, ma Maicon e Cafu erano un’altra cosa. Quelli erano due treni, con tanta forza e fisicità».