La corsa scudetto vista dagli occhi di Massimo Mauro ha una chiara favorita: l‘Inter di Cristian Chivu. Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’opinionista incorona senza mezzi termini l’organico nerazzurro, ritenuto nettamente superiore alla concorrenza. L’unica vera e affascinante alternativa, esaltata per l’identità e la mentalità vincente, è individuata nella Roma di Gian Piero Gasperini. Le ambizioni di vertice dei giallorossi si scontrano però con pesanti interrogativi legati alla continuità dei suoi uomini copertina. Le perplessità si concentrano sul terzetto formato da Dybala, Malen e Koné: la mancanza di seconde linee adeguate rende la Roma troppo dipendente dai propri tenori. Le storiche fragilità fisiche della Joya e le flessioni di rendimento rischiano, infatti, di rappresentare l’ostacolo più grande per la stagione romanista.
Le parole di Mauro
Interrogato su chi sia la principale candidata alla vittoria finale in campionato, l’ex calciatore e opinionista ha le idee chiare, pur individuando nella compagine capitolina l’unica vera e affascinante antagonista:
«La favorita per lo scudetto è l’Inter. Chivu ha un organico nettamente più forte della concorrenza e può avere problemi solo se la sua squadra non riuscirà ad avere intensità e voglia di continuare a vincere. Se poi devo scegliere un’alternativa ai nerazzurri, allora mi piacerebbe che fosse la Roma, per le idee, la mentalità e la carriera che ha fatto Gasperini. Ma ho alcuni dubbi sulla continuità che i tre suoi big potranno avere per tutto il campionato…».

Sollecitato a specificare su quali elementi si concentrino i suoi timori riguardo alla tenuta fisica e prestazionale lungo l’intero arco della stagione, Mauro ha puntato il dito sulle stelle dello scacchiere romanista, evidenziando la pesante assenza di ricambi all’altezza:
«A Dybala, Malen e Koné, che è un centrocampista meraviglioso, ma non ha nella costanza il suo forte. Anche se magari quando gioca male non te ne accorgi perché comunque è uno che corre, contrasta e non si risparmia mai. La Roma dipende molto dal rendimento di questi tre giocatori, perché le seconde linee non sono all’altezza. Per esempio, se l’argentino giocherà tutte le partite sarà un conto. Se, invece, sarà disponibile, com’è sempre stato nella sua carriera, per metà campionato, il rendimento della squadra di Gasperini sarà un altro».