L’evoluzione del regolamento nel calcio moderno continua ad animare il dibattito. Ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, l’ex arbitro Paolo Tagliavento ha tracciato un bilancio ampiamente positivo sulle nuove direttive contro le perdite di tempo, promuovendo a pieni voti la linea dettata da Daniele Orsato. Secondo l’ex fischietto, i rigidi limiti imposti su rimesse laterali e calci dal fondo stanno finalmente restituendo al gioco la sua vera essenza, incrementando in modo significativo il tempo effettivo. C’è stato spazio anche per una riflessione sull’utilizzo del VAR, elogiato nei primissimi anni ma divenuto poi una rete di salvataggio talvolta troppo comoda per i direttori di gara, fino a una parentesi finale sulla complessa e vulcanica gestione a bordo campo di un tecnico carismatico come Gian Piero Gasperini.
Le parole di Tagliavento
Promuovendo a pieni voti le recenti direttive volte a snellire le dinamiche di gioco, l’ex direttore di gara si allinea alla visione dei vertici arbitrali: “Le nuove regole hanno aiutato, si sono abbassate le perdite di tempo. Condivido, dunque, le scelte di Orsato: piano piano sta tornando la vera essenza del calcio”.
Riavvolgendo il nastro fino all’introduzione della tecnologia in campo, Tagliavento riflette sull’evoluzione del mezzo, evidenziando come l’eccessiva sicurezza possa aver talvolta disinnescato l’istinto dei fischietti: “Il Var arriva al mio ultimo anno di carriera, eravamo tutti molto scettici: molti arbitri avevano passato tutta la carriera a vedere e decidere. Tuttavia i migliori anni della nuova tecnologia sono stati il primo ed il secondo, quando il Var veniva utilizzato meno rispetto a quanto accaduto successivamente. Inconsciamente, nell’arbitro, può essere subentrata maggiore tranquillità: anche con l’errore umano, i direttori di gara erano consapevoli di poter ricorrere all’ausilio tecnologico. Adesso si usa solo con il parametro del chiaro ed evidente errore”.

Commentando il recente e proficuo vertice tra Orsato e i tecnici del massimo campionato, l’ex arbitro sottolinea l’importanza dell’uniformità di giudizio per tutelare lo spettacolo: “Le nuove regole hanno avuto un impatto significativo sul tempo effettivo. Se pensiamo ai 5 secondi per le rimesse laterali o dal fondo, capite bene che si recuperano diversi minuti di gioco reale. In quella finestra temporale può succedere di tutto e, quindi, la linea deve rimanere questa. Bisogna, però, essere omogenei e la categoria ci sta riuscendo a pieno”.
Infine, interrogato sulle dinamiche a bordo campo e, in particolare, sul vulcanico temperamento di Gian Piero Gasperini, ammette le fisiologiche difficoltà nei momenti di maggiore tensione: “Non è diverso dagli altri tecnici. Sa gestire un gruppo e ha un impeto importante, non è di facilissima gestione”.