Dybala si racconta: “Mio padre il primo mentore, ora cerco di guidare i compagni. E con Soulé…”

Le dichiarazioni del numero 21 giallorosso

Jacopo Pagliara -
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Paulo Dybala
Paulo Dybala (foto asroma.com)

Dai primi calci per strada, usando zaini come porte, fino alla definitiva consacrazione internazionale. Paulo Dybala si racconta a cuore aperto come nuovo volto della modalità “The Grounds” del videogioco FC27. Protagonista dello spot di lancio, il fuoriclasse argentino della Roma ha riavvolto il nastro dei ricordi, celebrando il papà come suo primo mentore e l’ammirazione per idoli come Ronaldinho e Riquelme. Oggi, con un bagaglio di esperienza da campione del mondo, la Joya veste i panni del leader saggio nello spogliatoio giallorosso. Un ruolo guida che cerca di trasmettere ai compagni e in particolar modo all’amico Matias Soulé, scelto come partner ideale per una sfida due contro due e incoronato ironicamente deejay ufficiale della squadra a suon di reggaeton.

Le dichiarazioni di Paulo Dybala

Riavvolgendo il nastro fino ai primissimi calci, la Joya individua nella figura paterna e nella famiglia la sua primissima guida: Mio papà, ovviamente. È stato lui a farmi giocare a calcio per la prima volta, insieme ai miei fratelli. Credo quindi che, a livello umano, siano loro la mia fonte di ispirazione”.

Interrogato sul suo attuale status di leader e punto di riferimento all’interno dello spogliatoio giallorosso, l’argentino sceglie la via dell’umiltà: “Penso che questo debbano dirlo i ragazzi. Io cerco semplicemente di aiutare tutti e spero che i miei compagni siano orgogliosi di me“.

Paulo Dybala (foto asroma.com)
Paulo Dybala (foto asroma.com)

I ricordi dell’infanzia lo riportano poi alle sfide infinite per strada, emblema di un calcio genuino e improvvisato: Ho iniziato nel mio paese. Con i miei amici giocavamo ovunque”. Una passione vissuta senza bisogno di grandi infrastrutture, dove la fantasia sopperiva a ogni mancanza logistica: “Le porte erano gli zaini o gli alberi”.

Crescendo, i modelli estetici e tecnici a cui ispirarsi per forgiare il proprio talento portano l’inequivocabile firma dei grandi fantasisti sudamericani:Ronaldinho. Mi piaceva molto anche Riquelme, soprattutto la sua esultanza”.

Spostando infine l’attenzione sul presente e sulle dinamiche interne a Trigoria, Dybala non ha alcun dubbio su chi vorrebbe al proprio fianco per un’ipotetica sfida a ranghi ridottissimi: “Matias Soulé”. Un legame fortissimo con il giovane connazionale che si riflette anche nei momenti di relax condivisi, incoronandolo di fatto deejay ufficiale del gruppo:Soulé. Ogni tanto mette musica strana, ma soprattutto reggaeton”.