Paulo Roberto Falcao torna a parlare della sua Roma. La leggenda giallorossa, protagonista assoluta dello storico scudetto del 1983, ha ripercorso la sua avventura nella Capitale al podcast Extratime di Rai Radio 1, riaprendo ricordi, emozioni e ferite ancora vive nella memoria romanista.
Il Divino ha raccontato il trionfo, l’impatto con una tifoseria unica e la costruzione di una mentalità vincente. Ma anche la delusione della finale di Coppa dei Campioni 1984 persa all’Olimpico contro il Liverpool, una notte rimasta scolpita nella storia del club.
Il ricordo dello scudetto
Per Falcao, lo scudetto del 1983 non fu solo una vittoria sportiva. Fu il momento in cui la Roma cambiò dimensione, dopo decenni di attesa e di rincorse interrotte. Il brasiliano ha ricordato l’arrivo a Ciampino, la folla, la città in festa e il senso di una conquista collettiva.
Il passaggio più forte riguarda la mentalità. Falcao ha spiegato che la Roma non doveva accontentarsi di essere amata, ma ambire a vincere: “La Roma meritava di vincere”. Una frase che racconta bene il suo impatto non solo tecnico, ma culturale. Dentro lo spogliatoio, il brasiliano portò convinzione, ambizione e la certezza che si potesse competere con tutti.
La ferita Liverpool
Nel racconto c’è anche la grande ferita europea. La finale contro il Liverpool resta una delle pagine più dolorose della storia giallorossa. Falcao ha ricordato le condizioni fisiche difficili, le punture, il ginocchio dolorante e una partita giocata comunque fino in fondo.
Il brasiliano ha ammesso la forza degli inglesi: “Il Liverpool era superiore”. Ma da quella notte, secondo lui, può arrivare ancora oggi una lezione, soprattutto per una Roma pronta a tornare in Champions League. La memoria non è nostalgia: è esperienza. E il messaggio del Divino resta attuale, perché vincere a Roma significa prima di tutto credere di poterlo fare.