Roma, l’ostacolo per la cessione di Soulé non è il prezzo: il motivo che frena il Dortmund

Il Borussia Dortmund continua a seguire Matias Soulé, ma la trattativa con la Roma resta complicata. Il motivo va oltre la valutazione fissata dal club giallorosso.

Melissa Landolina -
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La Roma aspetta l’offerta giusta per Matias Soulé. L’argentino resta uno dei principali candidati a lasciare Trigoria nelle prossime settimane, soprattutto alla luce delle esigenze finanziarie del club legate agli accordi con la UEFA.

Tra le società più interessate continua a esserci il Borussia Dortmund, ma l’operazione è tutt’altro che semplice. E il problema non riguarda soltanto la valutazione fissata dalla Roma.

Soulé resta uno dei sacrificabili

Per rispettare i parametri economici richiesti entro la fine del mese, la Roma ha individuato alcuni profili che potrebbero garantire plusvalenze significative.

Tra questi figura proprio Soulé, reduce da una stagione caratterizzata da ottimi spunti ma anche da alcuni problemi fisici che ne hanno limitato la continuità nella seconda parte dell’anno.

Gian Piero Gasperini considera più difficile rinunciare a Manu Koné, mentre sull’argentino la società appare maggiormente disposta ad ascoltare offerte importanti.

La posizione del club giallorosso è chiara.

Per aprire concretamente una trattativa servono circa 40 milioni di euro, una cifra che consentirebbe alla Roma di registrare una plusvalenza rilevante e di affrontare con maggiore serenità il mercato in entrata.

Una valutazione che, almeno per il momento, sta rallentando le pretendenti.

Secondo le ultime indiscrezioni, il Borussia Dortmund continua ad apprezzare il profilo di Soulé ma deve fare i conti con la propria politica societaria.

Il club tedesco, infatti, raramente si spinge verso investimenti superiori ai 30-35 milioni di euro per un singolo giocatore.

Negli ultimi anni le operazioni più onerose hanno riguardato profili come Ousmane Dembélé e Sébastien Haller, mentre la filosofia del Dortmund è sempre stata quella di puntare su giovani talenti da valorizzare attraverso investimenti sostenibili.

In quest’ottica, i 40 milioni richiesti dalla Roma rappresentano una soglia particolarmente impegnativa.

D’Amico non vuole svendere

A Trigoria, però, non c’è alcuna intenzione di abbassare le pretese.

Tony D’Amico sa che la cessione di Soulé potrebbe rappresentare una delle operazioni decisive per sistemare i conti e finanziare successivamente il mercato richiesto da Gasperini.

Per questo motivo la Roma preferisce attendere piuttosto che accettare offerte considerate inferiori al valore attribuito al giocatore.

L’aspetto più delicato resta quello delle tempistiche.

Il 30 giugno rappresenta una scadenza importante per il club giallorosso e ogni giorno che passa aumenta la pressione sulle operazioni in uscita.

Soulé continua ad avere estimatori anche in Premier League e in altri campionati europei, motivo per cui la Roma resta fiduciosa di poter ricevere una proposta adeguata.

La sensazione è che il futuro dell’argentino si deciderà nelle prossime settimane. Ma per convincere la Roma servirà un’offerta all’altezza delle sue richieste