Roma, ansia per Muhammed Bah: oggi la risonanza al ginocchio

Il giovane centrocampista è uscito in barella contro il Cardiff dopo una forte distorsione. Si teme un nuovo grave stop, ma serviranno gli esami per chiarire l’entità dell’infortunio

Jacopo Mandò -
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Bah esce in barella con la Roma: l’esito degli esami – Romaforever.it

La Roma attende con apprensione notizie sulle condizioni di Muhammed Bah. Il centrocampista classe 2007, aggregato da Gian Piero Gasperini alla prima squadra, si sottoporrà oggi a una risonanza magnetica dopo l’infortunio riportato nell’amichevole persa 4-1 contro il Cardiff City.

Bah ha lasciato il campo in barella e visibilmente dolorante al 26’ del primo tempo, dopo una ricaduta innaturale nel tentativo di pressare il portiere avversario. Le prime valutazioni hanno evidenziato un trauma distorsivo al ginocchio destro, ma soltanto gli accertamenti potranno stabilire l’eventuale coinvolgimento dei legamenti.

Il timore per il crociato

La preoccupazione nasce anche dalla storia recente del calciatore. Bah aveva già subito la rottura del legamento crociato nel febbraio 2024, quando era stato avvicinato alla prima squadra allenata da Daniele De Rossi. Quell’infortunio lo aveva costretto a un lungo percorso riabilitativo, concluso con il ritorno nella Primavera all’inizio del 2025.

Al momento, però, non esiste una diagnosi di nuova lesione. Parlare già di crociato rotto sarebbe prematuro: il timore è legato alla dinamica dell’episodio e al precedente, mentre la Roma aspetta il responso degli esami strumentali.

Una chance interrotta sul più bello

Gasperini aveva coinvolto Bah stabilmente nella preparazione, impiegandolo anche dal primo minuto contro il Cannes. Il centrocampista gambiano stava sfruttando il ritiro per candidarsi a un ruolo nelle rotazioni della prima squadra, dopo aver rinnovato il contratto fino al 2028.

L’infortunio interrompe quindi una fase importante della sua crescita. La speranza del club è che si tratti soltanto di una forte distorsione e che gli esami escludano danni seri. Fino al referto, tempi di recupero e percorso terapeutico restano impossibili da definire.