FOCUS | La partita di Malen: perché il giallorosso non ha inciso contro il Giappone

Nel 2-2 dell’Olanda al Mondiale, l’attaccante della Roma ha acceso qualche lampo ma senza lasciare il segno

Jacopo Mandò -
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Malen e Kubo
Malen e Kubo durante la sfida: cosa non si è visto in Olanda-Giappone – Romaforever.it

La partita di Donyell Malen contro il Giappone racconta bene la differenza tra presenza e incidenza. L’attaccante della Roma è stato vivo, ha cercato l’uno contro uno e ha chiuso con 2 tiri in porta, ma nel 2-2 dell’Olanda non è riuscito a spostare davvero la gara. In una sfida equilibrata, intensa e rimessa in piedi due volte dai nipponici, al giallorosso è mancato il dettaglio più importante: trasformare i lampi in peso reale.

Tanto movimento, poca connessione

I numeri fotografano una partita contraddittoria. Malen ha prodotto 0,21 xG e 0,34 xGOT, quindi ha comunque costretto il portiere avversario a intervenire. Il problema è tutto intorno: solo 20 tocchi, 0 assist attesi, 0 passaggi chiave e appena 4 passaggi riusciti su 8.

È il dato più significativo. L’olandese ha partecipato poco alla manovra e quando è entrato nel vivo lo ha fatto soprattutto in conduzione individuale. I 5 dribbling tentati, con 2 riusciti, confermano la volontà di puntare l’uomo. Ma gli 11 possessi persi pesano, soprattutto in una gara in cui il Giappone ha saputo restare dentro la partita con ordine e aggressività.

Segnale per la Roma

Per la Roma, la prestazione di Malen non va letta come un campanello d’allarme, ma come un promemoria tecnico. Il giocatore resta prezioso per velocità, profondità e capacità di creare occasioni anche con pochi palloni. Però in partite bloccate deve riuscire a legare di più il gioco, sporcare meno il possesso e incidere anche lontano dall’ultimo tiro.

C’è anche un dato difensivo da considerare: 0 contributi difensivi, 0 contrasti, 0 intercetti e 0 salvataggi. Non è il suo mestiere principale, ma nella Roma di Gian Piero Gasperini anche gli attaccanti dovranno partecipare alla pressione e alla riconquista.

La sintesi è chiara: Malen non ha giocato male, ma non ha inciso abbastanza. Ha avuto due conclusioni pulite, ha provato a strappare, ma è rimasto troppo isolato. Per la Roma il talento c’è. Il passo successivo è trasformarlo in continuità dentro la partita.