Andy Diaz torna questa sera a Oslo, nella stessa città in cui cinque anni fa prese forma la scelta che avrebbe cambiato la sua vita. Il campione azzurro del salto triplo, tifoso romanista e ormai legatissimo alla Capitale, sarà in gara ai Bislett Games di Diamond League, pochi giorni dopo il trionfo al Golden Gala all’Olimpico. Una pedana speciale, perché proprio da lì partì il percorso che lo avrebbe portato da Cuba all’Italia.
Da Cuba a Roma
Nell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Diaz ha raccontato il momento della svolta: “Capii subito che le possibilità di partecipare ai Giochi di Tokyo erano compromesse. Ma feci finta di niente, dissi nulla. Perché diversamente mi avrebbero rispedito a casa”.
Da lì la fuga, l’arrivo in Italia e l’incontro con Fabrizio Donato, bronzo olimpico nel triplo a Londra 2012 e oggi suo allenatore. Un rapporto diventato molto più di una collaborazione tecnica: “Mi ha accolto in casa sua, in famiglia, a Ostia, senza quasi sapere chi fossi. Gli devo tutto”.
Roma nel destino
La nuova vita di Diaz passa anche da Roma. La madre vive nella Capitale e gestisce una pescheria a Ponte Milvio, mentre la nonna Milagros è arrivata in Italia a fine novembre dopo una vita intera trascorsa a Cuba. Un legame familiare, sportivo e cittadino, rafforzato anche dalla passione per i colori giallorossi.
Dopo l’oro mondiale indoor e il successo al Golden Gala, Diaz cerca un’altra prova di forza a Oslo. La pubalgia sembra alle spalle e l’obiettivo resta alto: arrivare al meglio agli Europei e continuare a sfidare i grandi del triplo. Da Oslo a Roma, e ora di nuovo a Oslo: il suo mondo è cambiato, ma la rincorsa resta la stessa.