L’impatto di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma non sorprende chi lo conosce a fondo. Intervenuto ai microfoni del podcast Supernova, il centrocampista Marten De Roon ha raccontato il suo rapporto con il tecnico, svelando i segreti e le insidie del suo celebre e durissimo metodo di lavoro. L’olandese ha analizzato i motivi per cui la rosa giallorossa ha deciso di seguire ciecamente l’allenatore, spinta dalla fame di risultati e dal sogno di traguardi prestigiosi, evidenziando le differenze rispetto alle passate esperienze del mister con spogliatoi composti da campioni già sazi di vittorie. Queste sono state le sue parole.
Le dichiarazioni di De Roon
“Gasperini? Io mi sono trovato molto bene. Grazie a lui sono diventato un giocatore molto più forte: ho giocato la Champions League e sono arrivato in Nazionale. A noi ha portato tantissimi risultati e quindi lo segui ciecamente, senza pensare. All’Inter, invece, è arrivato in una squadra dove forse c’erano già tanti campioni che hanno pensato: “A me questo lavoro non serve”. Magari lo apprezzi, però pensi: “Sono già diventato un campione facendo le mie cose”. Secondo me alla Juventus avrebbe fatto fatica”.

“Alla Roma conosceva già un paio di ragazzi e, visto che negli ultimi anni i risultati non sono stati eccezionali, probabilmente hanno pensato: “Se lui è riuscito a ottenere certi risultati con l’Atalanta e può portarli anche qui, possiamo arrivare in Champions e forse giocare per lo scudetto”. Secondo me lo hanno seguito per questo motivo. Perché, ogni tanto, è difficile seguirlo. Anch’io ho fatto molta fatica nei primi mesi. Ci sono partite in cui hai le gambe pesanti e non riesci a muoverti. Però, a un certo punto, ti abitui e pensi: “Mamma mia, riesco a spingere fino al novantesimo minuto”, mentre prima dopo 60 minuti arrivava il calo. Devi però essere davvero convinto del lavoro che fai. Se invece hai molto talento e senti di averne meno bisogno, secondo me sei molto meno convinto di seguire questo tipo di percorso”.