La corsa Champions entra nelle ultime due giornate con una classifica cortissima e una certezza: la Roma è di nuovo dentro la lotta. Dopo il folle 3-2 di Parma, deciso da Donyell Malen al 100:02, i giallorossi sono saliti a quota 67, gli stessi punti del Milan, con la Juventus a 68 e il Como a 65. I rossoneri restano davanti alla Roma per gli scontri diretti, ma il momento racconta un’altra storia: la squadra di Gasperini corre, quella di Allegri si è complicata la vita con il ko contro l’Atalanta.
Sabatini ribalta il discorso Champions
A Numer1, con Giuseppe Cruciani e Ivan Zazzaroni, Sandro Sabatini ha spostato il ragionamento dal solo sprint finale alla costruzione della stagione. “Adesso tutti si chiedono chi andrà in Champions League, e c’è una lotta bellissima con la Juventus, la Roma, il Milan, il Como. Io provo ad ambientare questa competizione non adesso, che siamo a maggio e siamo allo sprint verso il traguardo, ma ad agosto”.
Poi il passaggio più forte: “La Juventus ha speso 100 milioni e poi ha trovato Spalletti e poi ha recuperato Dusan Vlahovic. La Roma nel girone di ritorno ha avuto Malen, che segna più di Lautaro Martinez e Marcus Thuram messi assieme. Il Como in generale ha speso 200 milioni. Il Milan invece ha incassato 60 milioni”. Una lettura provocatoria, ma chiara: non tutte le squadre sono arrivate allo sprint con le stesse premesse tecniche ed economiche.
Roma e Juventus davanti al Milan?
La conclusione di Sabatini è destinata a far discutere: “Chi deve andare in Champions con questi numeri? Io credo che sia nell’ordine delle cose che Juventus e Roma sono davanti al Milan. Poi potete anche dare la colpa ad Allegri, che forse ce l’ha anche”. Il riferimento è al rendimento rossonero, crollato proprio nel momento decisivo: il Milan ha perso contro l’Atalanta e ora vede la qualificazione alla Champions molto meno sicura rispetto a poche settimane fa.
Per la Roma, il calendario resta durissimo: c’è il derby con la Lazio e poi la trasferta di Verona. Ma il segnale è forte: con Malen decisivo, Dybala ritrovato e una squadra che non muore mai, i giallorossi non sono più un’inseguitrice silenziosa. Sono dentro il rush finale. E ora fanno paura.