Morricone e la Roma, il retroscena su Spalletti: “Non deve andarsene”

Andrea Morricone racconta la fede giallorossa del padre Ennio: dal campanello di Spalletti al derby del 2010 deciso da Vucinic

Jacopo Mandò -
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Morricone
Morricone e la Roma: l’amore raccontato dal figlio Andrea – Romaforever.it

La Roma non è mai stata soltanto una squadra per Ennio Morricone. Era appartenenza, identità, una parte naturale del suo essere romano. A raccontarlo è il figlio Andrea Morricone, compositore e direttore d’orchestra, in un’intervista a La Stampa in cui ha ripercorso la figura del padre tra musica, silenzi e passione giallorossa. Un ritratto intimo, ma potentissimo: il maestro dei vuoti e delle pause diventava tifoso vero quando c’era di mezzo la Roma.

Il campanello di Spalletti

Il passaggio più romanista riguarda Luciano Spalletti. Secondo il racconto di Andrea Morricone, l’allenatore abitava nello stesso palazzo della famiglia e, quando annunciò l’intenzione di lasciare la Roma, Ennio Morricone andò direttamente a suonargli il campanello per provare a convincerlo a restare.

Il messaggio fu semplice, diretto, quasi da Curva Sud in versione elegante: “Lei non deve andarsene, la Roma è più importante”. Una frase che racconta meglio di molte definizioni il rapporto del compositore con i colori giallorossi. Per Morricone, essere romano e non tifare Roma era considerato qualcosa di inconcepibile.

Il derby del 2010 e il codice Vucinic

Nel racconto c’è spazio anche per uno degli episodi più iconici della storia recente romanista: il derby del 18 aprile 2010, vinto dalla Roma per 2-1 contro la Lazio. La squadra di Claudio Ranieri era sotto dopo il gol di Tommaso Rocchi, poi il tecnico tolse all’intervallo Francesco Totti e Daniele De Rossi, una scelta clamorosa che cambiò la partita. A decidere fu la doppietta di Mirko Vucinic.

Mentre Ennio Morricone dirigeva, Andrea gli comunicava i risultati da dietro l’orchestra con un codice fatto di sguardi e gesti. Per quella rimonta bastò una “V” con le dita, ripetuta due volte: significava doppietta di Vucinic. Musica, derby e romanismo nella stessa scena. Un’immagine piccola, ma enorme per chi sa cosa significa vivere la Roma anche lontano dallo stadio.