Nel pieno del confronto interno tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini, a prendere parola è stato Walter Sabatini, uno che a Trigoria conosce pesi, dinamiche e responsabilità. Il suo intervento non ha alzato ulteriormente i toni, ma ha spostato il discorso sul punto centrale: la reale qualità della rosa della Roma e il margine d’azione ridotto sul mercato.
Il vero punto è la qualità della rosa
Secondo Sabatini, la discussione attorno alla Roma rischia di diventare “pigra” se ridotta a uno scontro personale. Il cuore del problema, invece, starebbe nell’identificazione del talento e nella valutazione del livello complessivo dei giocatori a disposizione. Un passaggio che pesa, perché arriva in un momento delicato della pianificazione tecnica giallorossa. L’ex dirigente ha anche ricordato come il club debba fare i conti con vincoli molto rigidi, che impediscono di avvicinarsi con facilità a profili di primissima fascia. In sostanza, il tema non sarebbe soltanto chi ha ragione tra dirigenza e allenatore, ma quanto la Roma possa realmente alzare l’asticella dentro confini economici già segnati.
Massara, toni bassi e linea coerente
Nel suo ragionamento, Sabatini ha difeso anche Frederic Massara, definito di fatto coerente nella comunicazione e nella gestione delle aspettative. “Non ho mai sentito dire da Massara al pronti via di avere una rosa formidabile”, ha sottolineato, spiegando che proclamare grandezza in partenza significherebbe esporre subito l’allenatore. È una lettura che coincide anche con la linea pubblica tenuta dallo stesso ds al suo ritorno: niente proclami, solo lavoro e sostenibilità. Un messaggio chiaro alla piazza e, forse, anche all’interno del club. Perché in questa fase la Roma ha bisogno soprattutto di lucidità: capire quanto vale davvero la rosa, migliorarla dove possibile e smettere di confondere l’ambizione con l’illusione.