Marquinhos non dimentica la Roma: “Zeman mi ha aperto le porte dell’Europa”

Dopo la qualificazione del PSG in semifinale di Champions League, l’ex difensore giallorosso ha ricordato il peso della sua esperienza italiana e l’impronta lasciata da Zdenek Zeman sulla sua crescita

Jacopo Mandò -
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Marquinhos
Marquinhos a Sky Sport: “La Roma di Zeman mi ha insegnato tanto” – Romaforever.it

Nel cuore di una notte europea pesantissima, Marquinhos ha trovato il tempo per voltarsi indietro e guardare a Roma. Dopo il 2-0 del PSG ad Anfield contro il Liverpool, risultato che ha spedito i francesi in semifinale con un complessivo 4-0, il difensore brasiliano ha parlato a Sky Sport e ha riportato al centro una verità che a Trigoria conoscono bene: il suo salto verso il calcio d’élite è passato anche dalla scuola italiana e da un anno che, pur breve, gli ha lasciato moltissimo.

La lezione di Zeman

Le parole di Marquinhos hanno un peso specifico importante, soprattutto perché arrivano da uno dei leader del PSG campione d’Europa e ancora in corsa per difendere il titolo. Il brasiliano ha spiegato che Italia e Roma gli hanno lasciato tanto, sottolineando come la scuola difensiva italiana gli abbia aperto nuove prospettive e come Zeman lo abbia costretto a uscire dalla sua zona di comfort. Velocità di pensiero, letture rapide, aggressività nelle scelte: tutti aspetti che, nel suo racconto, hanno segnato una svolta netta rispetto al calcio vissuto in Brasile. Non è un ricordo di circostanza: è il riconoscimento diretto del valore formativo avuto da quella stagione giallorossa.

Da Trigoria al vertice d’Europa

C’è un dettaglio che rende questo passaggio ancora più interessante in chiave Roma: Marquinhos arrivò in Europa proprio firmando con il club giallorosso nel 2012, e da lì, in meno di un anno, spiccò il volo verso il Paris Saint-Germain, dove oggi è diventato capitano e simbolo di continuità. Nel post partita di Liverpool-PSG, oltre ai meriti della squadra e alla sofferenza gestita da grande gruppo, è emersa proprio questa idea: la sua costruzione come difensore moderno non nasce solo dal talento naturale, ma anche da quel laboratorio tattico vissuto a Trigoria. In altre parole, prima del leader ammirato oggi in Champions, c’è stato anche il ragazzo che la Roma ha aiutato a diventare grande.