Boniek scuote la Roma: “Il gol di Gatti ha cambiato tutto. E senza un campione non fai il salto”

Nell’intervista a Il Tempo, Zbigniew Boniek legge il momento dei giallorossi senza alibi: il pari subito con la Juventus avrebbe lasciato scorie pesanti nella testa della squadra

Jacopo Mandò -
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Boniek su Roma, Gasperini e corsa Champions: l’intervista rilasciata a Il Tempo – Romaforever.it

Le parole di Boniek arrivano in un momento delicatissimo per la Roma, reduce dal 5-2 incassato a San Siro contro l’Inter e oggi sesta in classifica a quota 54 punti. L’ex fuoriclasse giallorosso, nell’intervista concessa a Il Tempo, ha indicato nel gol subito da Gatti contro la Juventus uno snodo mentale della stagione recente, spingendosi anche oltre: secondo lui, con una vittoria in quella partita, pure il doppio confronto europeo perso col Bologna avrebbe potuto prendere una piega diversa.

Il peso del gol di Gatti e il nodo mentale

Il passaggio più forte riguarda proprio la testa della squadra. Boniek spiega: “Il gol di Gatti, arrivato quando ormai la partita sembrava finita, ha cambiato qualcosa nella testa dei calciatori”, e aggiunge che quel successo avrebbe portato “entusiasmo e certezze”. È una lettura che va oltre il singolo episodio e che prova a spiegare il calo giallorosso anche sul piano emotivo. Ma nell’intervista c’è pure un richiamo interno da non sottovalutare: “Sento di possibili litigi interni, spero non sia vero e, nel caso lo fosse, che tutto si chiarisca immediatamente”. Un messaggio chiaro, da uomo di calcio e da ex che conosce bene il peso dei finali di stagione a Trigoria.

Dybala, Gasperini e ciò che manca davvero

L’altra chiave dell’analisi di Boniek è tecnica. “Ci vorrebbe un campione che al momento non c’è”, dice l’ex numero 8, indicando in Paulo Dybala l’unico top player vero della rosa ma ricordandone allo stesso tempo la fragilità fisica: “Se fosse stato integro, non lo avremmo mai visto giocare nella Roma”. Su Gasperini, invece, il giudizio è positivo: “A me piace, ritengo stia lavorando bene”. Il problema, agli occhi di Boniek, non è tanto la guida tecnica, quanto il livello complessivo della squadra e la sua capacità di reggere i momenti decisivi.