Roma, Dzeko non finisce mai: la nuova gioventù dell’ex giallorosso

A 40 anni Edin Dzeko continua a decidere partite pesanti. E stavolta, davanti a lui, c’è un incrocio che a Roma suona inevitabilmente familiare

Jacopo Mandò -
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Edin Dzeko
Dzeko con la Bosnia: i numeri pazzeschi dell’ex Roma – Romaforever.it

Ci sono attaccanti che invecchiano, e poi ci sono quelli che sembrano semplicemente cambiare pelle. Dzeko appartiene alla seconda categoria. Il 22 gennaio lo Schalke 04 lo ha preso dalla Fiorentina per il finale di stagione e da quel momento il bosniaco ha rimesso in moto tutto: 6 gol e 3 assist in 8 partite di campionato in 2. Bundesliga, a cui va aggiunta la rete pesantissima segnata ieri con la Bosnia ed Erzegovina contro il Galles. Dunque, 7 gol e 3 assist nelle ultime 9 gare ufficiali tra club e nazionale. Numeri da centravanti nel pieno della carriera, non da attaccante arrivato ai 40.

Gol pesante

La fotografia della sua nuova giovinezza è tutta nella notte di Cardiff. La Bosnia era sotto, la partita si stava complicando e serviva il solito uomo a cui affidarsi nei momenti sporchi. Dzeko ha risposto all’86’, trovando l’1-1 che ha allungato il match fino ai rigori. Da lì, la squadra di Barbarez ha completato l’opera vincendo 4-2 dal dischetto e staccando il pass per la finale playoff. È il solito copione del bosniaco: magari non corre come una volta, ma continua a capire prima degli altri dove cadrà il pallone e quando serve davvero farsi vedere.

Martedì c’è l’Italia… e la Roma

Adesso, per Dzeko, arriva la parte più affascinante della storia. Martedì 31 marzo, a Zenica, la Bosnia ed Erzegovina si giocherà il Mondiale 2026 contro l’Italia, che ha battuto 2-0 l’Irlanda del Nord. Dall’altra parte ci sarà parecchia Roma: Gianluca Mancini ha già giocato titolare nella semifinale degli azzurri, mentre Bryan Cristante è regolarmente dentro il gruppo di Gattuso. In più, Niccolò Pisilli è entrato a dieci minuti dalla fine della gara. E allora sì, dentro questa finale c’è molto più di una semplice corsa al Mondiale: c’è anche il ritorno simbolico di un ex che in giallorosso ha lasciato un segno profondo e che, lontano dalla capitale, continua a ricordare a tutti di non essere mai davvero finito.