La notizia aveva già scosso l’ambiente giallorosso. Adesso, però, il racconto della madre di Neil El Aynaoui rende tutto ancora più pesante. Dopo la rapina avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 marzo nell’abitazione del centrocampista della Roma a Castel Fusano, Anne Marie Rocher ha ricostruito gli attimi di paura vissuti in casa, confermando un’irruzione violentissima da parte di una banda armata. Secondo quanto riportato da ANSA, i rapinatori erano sei, vestiti di nero, con il volto coperto e armati di pistola; dopo aver forzato una finestra del salone, hanno rinchiuso in una stanza El Aynaoui, la madre, la compagna, il fratello e la compagna di lui, portando via gioielli, un Rolex e borse griffate.
Il terrore in camera
Nel racconto rilanciato dopo l’intervista a la Repubblica, la madre del giallorosso spiega di essere stata ancora sveglia verso le 3 a causa dell’insonnia, quando ha sentito aprirsi la porta della camera. In un primo momento pensava fosse il figlio maggiore, poi ha capito subito che davanti a lei c’erano due uomini. Da lì le urla per svegliare tutti, fino al momento più drammatico: uno dei rapinatori le ha puntato una pistola al collo per farla tacere. La stessa donna ha raccontato che i due figli erano sotto shock, ma che fortunatamente nessuno è stato picchiato o ferito.
Sei minuti che sembravano infiniti
Un altro dettaglio che colpisce è la durata del raid. La madre di El Aynaoui ha spiegato che tutto sarebbe durato tra i sei e i dieci minuti, anche se a lei è sembrato un tempo infinito. Prima di fuggire, i rapinatori avrebbero ordinato alla famiglia di aspettare almeno venti minuti prima di muoversi, ma i presenti si sono rialzati subito e hanno chiamato la polizia con il telefono del calciatore. Le indagini restano affidate alla Squadra Mobile, mentre sul piano umano resta soprattutto lo spavento enorme vissuto dalla famiglia del centrocampista romanista.