Messias dà una lezione che va oltre Genoa-Roma: “Il calcio non è solo soldi”

Dopo il 2-1 del Genoa sulla Roma, il protagonista non lascia soltanto un gol e una vittoria. Junior Messias, parlando del rinnovo accettato al ribasso per restare in rossoblù, consegna una riflessione che riguarda il calcio vero

Jacopo Mandò -
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Messias
Messias, Genoa-Roma vale di più: una lezione di sport – Romaforever.it

In una serata amarissima per la Roma, ci sono parole che meritano di essere ascoltate anche al di là del risultato. Quelle di Junior Messias sono tra queste. Dopo la vittoria del Genoa al Ferraris, il brasiliano ha spiegato perché abbia scelto di restare a Genova anche a condizioni economiche inferiori rispetto al passato: guardando lo stadio e la sua gente, ha detto “Impossibile non accettare” e poi ancora “il calcio non è solo soldi”. Non è retorica buona per il post partita: è la sintesi perfetta di una carriera costruita conoscendo il calcio dal basso, prima ancora che dall’élite.

Il peso del popolo

La parte più forte del discorso di Messias è proprio lì, nel legame tra un giocatore e la sua gente. A Sky Sport ha parlato di emozioni, di festa, di un mestiere bellissimo che non può essere misurato soltanto con i contratti. E non è un caso che abbia indicato la curva mentre rispondeva. Perché il suo messaggio è chiarissimo: ci sono piazze in cui il calcio è ancora appartenenza, non solo convenienza. E per chi racconta la Roma, il sottotesto si sente eccome: anche nella Capitale, come a Genova, il popolo non è contorno. È il cuore di tutto.

Perché le sue parole valgono di più

Se a dirlo fosse un calciatore cresciuto solo dentro il grande calcio, l’effetto sarebbe diverso. Messias, invece, in Italia ha lavorato per anni come fattorino in un negozio di elettrodomestici mentre giocava nei campionati amatoriali UISP a Torino. Poi il passaggio al Casale in Eccellenza, al Chieri in Serie D, al Gozzano, fino all’esplosione con il Crotone tra Serie B e Serie A. La sua non è la favola romantica da consumare in un giorno: è il percorso di uno che ha conosciuto il calcio per la sua essenza più nuda, prima di trasformarlo in professione.

La lezione anche per la Roma

Poi c’è il campo, certo. Contro la Roma ha segnato il rigore dell’1-0 e nel post partita ha ricordato anche il valore del collettivo, spiegando a DAZN che il Genoa ha fatto quello che il mister aveva chiesto. Ma il punto vero resta un altro: in un calcio sempre più dominato da numeri, stipendi e strategie, uno come Messias ricorda che senza identità, senza tifosi e senza legame umano resta solo il guscio. E forse è proprio questo il motivo per cui la sua intervista, più della partita stessa, lascia una traccia.