Stramaccioni senza mezzi termini: “Ranieri ha sbagliato”

L’ex allenatore e attuale commentatore di DAZN ha commentato la vicenda relativa a Claudio Ranieri

Jacopo Pagliara -
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Andrea Stramaccioni
Andrea Stramaccioni (RomaForever.it)

Ospite ai microfoni della nota trasmissione “Te la do io Tokyo”, in onda sulle frequenze di TeleRadioStereo, Andrea Stramaccioni, apprezzato opinionista per Dazn e Rai, ha rilasciato un’interessante intervista a tutto tondo.

Nel corso del suo intervento, l’ex tecnico ha analizzato diverse tematiche calde che gravitano attorno all’universo giallorosso. L’attenzione si è concentrata in modo particolare sull’intricato caso Ranieri-Gasperini, sulle reali ambizioni della Roma e sulle future strategie legate al calciomercato, offrendo anche ulteriori spunti di riflessione. Ecco, nel dettaglio, i passaggi più significativi delle sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni di Andrea Stramaccioni

Senza giri di parole, Ranieri, che stimo e conosco da tanto tempo, ha sbagliato, purtroppo ha commesso un errore, cosa che può succedere. Credo che sia stato uno sbaglio frutto di una situazione che già da mesi non era idilliaca, ma l’errore secondo me è stato portare fuori dalla famiglia determinate dinamiche che dovevano restare dentro le mura di Trigoria e dello spogliatoio”.

Riguardo al cortocircuito comunicativo tra Ranieri e Gasperini, l’opinionista evidenzia un’anomalia di fondo nei ruoli societari:Il ruolo percepito da fuori era l’advisor del presidente, mentre la cosa che lui ha fatto è da direttore generale, perché la percezione era che comandasse lui”. Il mancato botta e risposta immediato dimostra, secondo Stramaccioni, che il tecnico “non se lo aspettava per niente”.

Claudio Ranieri
Claudio Ranieri (RomaForever.it)

Analizzando le frequenti rotture interne delle ultime stagioni, viene individuata una chiara lacuna ai piani alti: “Roma non è Milano o Napoli. Sicuramente questo ambiente ha bisogno di presenza e sostegno a chi fa l’allenatore e a chi fa il dirigente. Una realtà come quella di Roma ha bisogno di presidio, la responsabilità è del vertice”.

Sul futuro assetto sportivo, avverte che la scelta della dirigenza dovrà essere mirata e specifica: “Non devi prendere un ds facendo un casting, devi prendere un direttore funzionale al progetto tecnico e all’allenatore, una sorta di megafono del mister”, ricalcando il modello che ha permesso a Gasperini di fare grande l’Atalanta.

Affrontando il delicato tema del mercato e dei “senatori” nel mirino dei tifosi, difende il pragmatismo dell’allenatore: “Se il presidente mi dice ‘vogliamo vendere Cristante’, io gli rispondo ‘va bene, chi mi dai?’. Siamo in un momento storico in cui in Italia prendere un giocatore forte è difficile”. Anche per un’eventuale cessione di elementi monetizzabili come Koné, per Stramaccioni deve essere l’allenatore a decidere, per poi “prendersi le responsabilità di quello che ha fatto”.

Infine, sul talento di Soulé rassicura i tifosi: Nei 6 attaccanti che vuole Gasperini ci sta benissimo. È un giocatore moderno, che salta l’uomo”. Sulle ambizioni da Scudetto nell’anno del centenario, invece, ricorda il peso degli investimenti necessari: “Quello scudetto lo hai vinto prendendo uno dei difensori più forti d’Europa, uno dei centrocampisti più forti del mondo e l’attaccante più forte della Serie A”.