Gasperini avvisa la Roma: a Genova sarà battaglia. E su De Rossi arriva un elogio che pesa

Non è una trasferta qualunque e non sarà una partita normale: il Ferraris, Daniele De Rossi e la rincorsa europea rendono Genoa-Roma molto più delicata di quanto dica la classifica

Jacopo Mandò -
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Gasperini
Gasperini in conferenza stampa: parole in vista del match col Genoa

Nella conferenza della vigilia, Gian Piero Gasperini ha fatto una cosa precisa: ha tolto ogni alibi alla sua Roma. Nessun calcolo sul calendario, nessuna fuga mentale verso il Bologna o verso l’Europa League, solo attenzione totale al Genoa. E non è una lettura casuale. La Roma arriva a Marassi da quarta forza del campionato con 51 punti, agganciata dal Como ma con una partita in meno, mentre il Genoa di Daniele De Rossi è a quota 27 e continua a giocarsi una fetta pesante di salvezza. È il classico incrocio in cui il peso tecnico conta, ma quello ambientale può contare anche di più.

Il Ferraris come trappola vera

La frase più significativa di Gasperini non riguarda un singolo giocatore, ma il contesto. Il tecnico sa perfettamente che il Ferraris è uno stadio capace di cambiare il tono di una partita, soprattutto quando il Genoa sente di avere ancora qualcosa da inseguire. Per questo il suo avvertimento è stato diretto: “Conosco bene quello stadio”. Dentro quella frase c’è tutto, cioè il riconoscimento di una trasferta sporca, nervosa, trascinata dal pubblico e per nulla banale per una squadra che negli ultimi giorni si porta dietro anche il rimpianto del 3-3 con la Juventus.

Il fattore De Rossi

Poi c’è Daniele De Rossi, che rende tutto ancora più simbolico. A dicembre, parlando a DAZN con Massimo Ambrosini, aveva spiegato quanto fosse strano preparare una settimana per “far perdere la Roma”. Oggi quella sensazione torna attualissima, ma la novità è che anche Gasperini ha riconosciuto il valore del lavoro del collega, definendolo in sostanza credibile agli occhi del suo pubblico e parlando di un “lavoro molto buono”. Tradotto: la Roma non troverà soltanto un avversario affamato di punti, ma una squadra che ha già assorbito la mano del suo allenatore e che vive questa partita con un peso emotivo diverso dal solito.