A Trigoria non si impara solo a giocare. Nella giornata del 25 febbraio il Centro Sportivo Fulvio Bernardini ha ospitato una delegazione di giovani calciatori della parrocchia San Giuseppe Artigiano, protagonisti delle prime fasi della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out: il torneo Under 14 di calcio a 7 riservato agli oratori delle città dei club di Serie A.
Un incontro “people-first”, non di facciata
Nella Sala Champions, i ragazzi hanno trascorso alcuni minuti con Neil El Aynaoui, vivendo da vicino l’idea di cosa significhi essere un professionista, ma soprattutto discutendo di ciò che rende davvero grande lo sport: amicizia, gioco di squadra, rispetto, e la lotta a ogni forma di razzismo e discriminazione.
A fare da ponte tra campo e valori è stato Maurizio Lombardo, Chief Football Operating Officer della Roma, che ha introdotto l’incontro. Con El Aynaoui hanno partecipato anche le psicologhe del club Rita Bassetto e Alessia Giuliani, insieme a Oumar Daffe (Lega Serie A, Corporate Social Responsibility) e Fabrizio Papa del CSI Roma.
“Il calcio è amicizia”: il gesto che resta
Come da tradizione, al termine dell’incontro i ragazzi hanno donato a El Aynaoui la maglia della competizione con il motto “Il calcio è amicizia”: una frase che sembra piccola, ma che dentro un centro sportivo – tra sogni, ansie e competitività – diventa una bussola. Poi la Lega Serie A ha omaggiato i capitani con la divisa personalizzata “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, autografata dal calciatore giallorosso.
Per la Roma è uno di quei momenti che non fanno classifica, ma fanno cultura: perché se il calcio vuole essere davvero “di tutti”, deve iniziare dai più giovani. E deve farlo qui, dove il calcio si costruisce ogni giorno.