La doppietta contro il Cagliari ha già fatto il suo lavoro: ha acceso l’Olimpico e ha dato una faccia nuova all’attacco della Roma. Ma il dettaglio che resta appiccicato addosso a Malen è un altro: Gasperini che, parlando di “martellare”, lo accosta a Vialli. Non per nostalgia, non per folclore. Per caratteristiche.
Potenza e smarcamento: il senso (vero) del paragone
Gasperini lo dice senza girarci attorno: “Ha la potenza e la capacità di smarcarsi di Vialli, nei movimenti è simile”. Dentro c’è tutto: la forza nel duello, il primo passo, l’idea di attaccare il difensore e non farsi “guidare” dalla marcatura. Vialli era quello che ti trascinava via con il corpo e poi ti puniva con lo scatto. Malen, in questa partita, ha fatto proprio questo: ha scelto l’anticipo mentale, poi l’ha reso fisico.
Non serve “martellarlo”: serve nutrirlo
La parte più interessante, però, non è il paragone: è il contesto. Gasperini insiste su un concetto: “Dobbiamo essere bravi a supportarlo e a servirlo bene con qualità“. Traduzione: Malen non è il gol “casuale”, è un acceleratore. Ma va alimentato: linee di passaggio pulite, tempi giusti, coraggio di verticalizzare. E quando aggiunge che “Van Basten invece era più fisico“, sta anche mettendo un confine: niente iperboli, solo un profilo preciso. Uno che può segnare tanto, sì. A patto che la Roma impari a giocare per farlo diventare inevitabile.