Per anni lo stadio della Roma è stato raccontato come un rendering e una promessa. Ora, invece, la politica prova a trasformarlo in calendario: non “quando lo vedremo”, ma quali atti servono per arrivarci. E il segnale delle ultime ore va in una direzione precisa: accelerare, comprimere i passaggi e arrivare al voto in tempi compatibili con le vetrine internazionali che contano davvero.
Sprint Campidoglio: cosa succede adesso, in parole semplici
Il nodo immediato è la delibera di Giunta sulla conferma dell’interesse pubblico del progetto: l’obiettivo, secondo quanto filtra dopo la riunione di maggioranza, è portarla in Giunta entro circa 15 giorni. Da lì non si “taglia il traguardo”, ma si entra nel tratto più delicato: il testo dovrà essere esaminato in sei commissioni (Lavori Pubblici, Patrimonio, Ambiente, Mobilità, Urbanistica, Sport) e poi tornare in Assemblea Capitolina per il via libera in Aula Giulio Cesare.
UEFA Euro 2032: perché febbraio conta più del resto
Qui sta il sottotesto: l’Europeo del 2032 non è solo una cornice, è una deadline. UEFA ha già chiarito che entro ottobre 2026 verranno scelti cinque stadi per Paese tra quelli candidati.
E la FIGC, preparando le città, ha spiegato l’obiettivo operativo: presentare infrastrutture con progetti approvati, finanziati e pronti per l’avvio dei lavori entro marzo 2027. In questa logica si legge anche la corsa a chiudere l’iter e aprire la Conferenza dei Servizi entro l’estate, “mettendo in sicurezza” un cronoprogramma che punta alla prima pietra nel 2027 e all’orizzonte Euro 2032.