Ferguson “quasi” convocato, poi il verdetto: cosa ci dice davvero questa storia

Gasperini era ottimista (“proverà oggi”), ma a contare è la lista: Ferguson resta fuori. E per l’attacco è un segnale pesante.

Jacopo Mandò -
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Ferguson
Ferguson in gol a Lecce: Gasperini, in conferenza stampa, ha svelato il retroscena sulle condizioni – Romaforever.it

In conferenza Gasperini aveva aperto: contusione forte, una settimana di recupero, test decisivo in giornata e possibilità di convocazione.
Poi arriva la realtà che sposta tutto: secondo le comunicazioni, Ferguson non è tra i convocati per Torino-Roma.
Questa non è una contraddizione: è il mercato della condizione fisica, dove un “ci proviamo” spesso significa “decide il dolore”.

Perché la sua assenza pesa più del previsto

Non è solo un 9 che manca. È un riferimento che permette alla squadra di respirare: tenere palla, far salire, dare un appoggio quando il Torino alza il ritmo. E infatti, nel quadro dell’emergenza offensiva, la Roma si è già trovata a dover reinventare soluzioni.

La lettura “nuova”: l’attacco resta in laboratorio

Se Ferguson è out e Dovbyk è ancora ai box, la Roma arriva a Torino con l’attacco in fase sperimentale: nuovi arrivi, incastri, minuti da distribuire senza strappare. E questo spiega anche perché Gasperini abbia insistito sulla velocità delle operazioni: quando le pratiche si allungano, diventano difficili. Qui si è scelto di agire subito.