La Roma si trova davanti a una situazione anomala ma non senza precedenti: le assenze di Dovbyk e Ferguson in attacco hanno messo in evidenza una lacuna che il club sta cercando di colmare con il mercato invernale, con Malen appena arrivato e pronto ad aggregarsi. Ma cosa succede ora, nell’immediato, quando si guarda alla formazione titolare? Una riflessione utile potrebbe essere quella di valutare Lorenzo Pellegrini come prima punta, supportato da due esterni offensivi di qualità come potrebbe essere Soulé e Dybala.
Pellegrini è naturalmente un centrocampista di ruolo, ma i numeri della sua carriera mostrano come sia abituato a giocare in zone avanzate e a incidere sul gioco offensivo. In questa stagione ha giocato oltre 1.700 minuti con la Roma, segnando 3 gol e fornendo un assist, con una media di 0,25 gol per partita nelle competizioni di club. Nel corso delle sue stagioni in giallorosso ha dimostrato di sapersi inserire negli spazi e colpire, con una carriera che supera i 50 gol complessivi tra Serie A e coppe.
Dal punto di vista tattico, l’idea di impiegare Pellegrini più avanzato non è rivoluzionaria: rispecchia il modello di attacco “fluidificante”, dove si richiede a chi gioca più alto di muoversi tra le linee, creare combinazioni e non essere un riferimento statico in profondità. Questo concetto è stato alla base del gioco di Gasperini in passato, con attaccanti in grado di interscambiarsi continuamente e creare spazi per i compagni.
Portare Pellegrini come prima punta consentirebbe alla Roma di avere un riferimento tecnico in area, capace di ricevere palla e proteggere l’azione, ma soprattutto di sfruttare la sua abilità nei passaggi filtranti e nei movimenti senza palla per creare superiorità numerica. In questo senso, affiancarlo a esterni dinamici come Soulé o Dybala permetterebbe di mantenere l’equilibrio tra gioco collettivo e pericolosità in zona gol.
Non è un esperimento privo di rischi. Pellegrini non è un centravanti di ruolo e non ha costruito la sua carriera come riferimento centrale d’attacco, ma le statistiche denotano come sia un giocatore che può contribuire alla fase offensiva con inserimenti utili e gol decisivi senza avere un numero 9 classico davanti. In questa fase di emergenza, una soluzione creativa e tatticamente pragmatica potrebbe rivelarsi quella che permette alla Roma di restare competitiva mentre il mercato trova la sua forma finale.
Una scelta di questo tipo, oltre ad offrire una risposta immediata alla mancanza di alternative in attacco, potrebbe anche rappresentare un modo per riallineare l’equilibrio offensivo della squadra, sfruttando al massimo la visione di gioco di Pellegrini e la qualità dei compagni alle sue spalle.