La Roma riparte da Trigoria con una seduta che, più che una semplice “ripresa”, sembra una cartina tornasole: dice chi accelera verso Torino e chi, invece, resta in modalità recupero. Lorenzo Pellegrini è tornato a lavorare con il gruppo, mentre sul fronte offensivo restano ombre: Ferguson e Baldanzi hanno svolto differenziato, Dovbyk prosegue il percorso di terapie. In mezzo, la faccia nuova: primo allenamento per Robinio Vaz, appena arrivato.
Pellegrini in gruppo a Trigoria: la “vera” notizia non è il nome, ma il messaggio
Il rientro di Pellegrini ha un valore che va oltre la condizione atletica: è un segnale di normalità ritrovata in una settimana piena di scosse. Gasperini riabbraccia un giocatore che può dare ordine tra le linee e, soprattutto, aiutare la squadra a non vivere solo di strappi. Non a caso a Trigoria si è lavorato con l’idea di arrivare a domenica con più opzioni “di gestione” della partita, non solo di reazione.
Ferguson, Dovbyk e Baldanzi: perché Torino diventa (anche) una partita di incastri
Davanti, invece, la Roma naviga tra prudenza e necessità. Ferguson continua col lavoro personalizzato e la sua convocazione resta complicata, mentre Dovbyk è ancora alle terapie.
E qui entra Baldanzi: allenamento individuale e un futuro che sembra spingere verso l’uscita, proprio mentre arrivano due volti nuovi (Malen e Vaz).
Il primo allenamento di Vaz, allora, non è solo una foto da social: è un indizio di pianificazione. Se domenica (18 gennaio, ore 18, Olimpico Grande Torino) la Roma dovrà “sopravvivere” con rotazioni ridotte, l’urgenza è trovare subito automatismi semplici: attacchi diretti, riaggressione, e scelte nette negli ultimi 30 metri.