Nelle ore in cui Roma discute se Robinio Vaz sia “colpo” o “scommessa”, c’è un dato che cambia il tono del dibattito: il francese entra direttamente tra i 5 teenager più pagati di sempre dal club. E non parliamo di una classifica “da curiosità”: è una fotografia di come la Roma, nei momenti chiave della sua storia, abbia scelto di investire sul futuro… a caro prezzo.
Da Cassano a Robinio Vaz: i precedenti (e perché non sono tutti uguali)
Il primo della lista resta Antonio Cassano, pagato circa €31m quando aveva 18 anni: un’operazione enorme persino per gli standard di oggi.
Poi c’è Vaz: le cifre circolate raccontano un pacchetto tra €22m + bonus e €25m complessivi (dipende da come si conteggiano gli add-on), ma la sostanza non cambia: è un investimento “da big”.
In mezzo, tre tappe che i romanisti ricordano bene: Gerson (€18.5m a 19 anni), Justin Kluivert (€17.25m a 19 anni), Erik Lamela (€17m a 19 anni).
La lezione nascosta: il prezzo non decide il destino, lo decide il contesto
La vera domanda non è “quanto è costato”, ma dove lo metti e quanto lo proteggi. Lamela è diventato un asset e un protagonista anche perché aveva un’identità di ruolo; Kluivert ha vissuto una Roma in transizione; Gerson ha pagato adattamento e aspettative.
E Vaz? Con Gasperini la Roma sta dicendo una cosa precisa: non vuole solo “coprire” un buco, vuole costruire valore dentro un sistema che esalta gamba, aggressione e attaccanti verticali. È qui che si vince la scommessa: minuti mirati, ruolo chiaro, gestione dell’hype. Il resto (meme, derby social, “ripiego”) è rumore.