L’entusiasmo travolgente che circonda la Roma di Gian Piero Gasperini continua a raccogliere consensi illustri. Intervistato sulle pagine de Il Tempo, l’ex difensore giallorosso Antonio Carlos Zago ha analizzato a 360° gradi l’ottimo momento di forma vissuto dalla squadra capitolina, esaltando il lavoro del tecnico e la straordinaria crescita di alcuni singoli come Mancini e Wesley. Alla vigilia della delicata trasferta del Maradona contro il Napoli, il brasiliano ha tracciato un bilancio lucido sulle ambizioni del club, elogiando il coraggio mostrato nella recente sfida contro il Real Madrid e le intuizioni del mercato estivo. Per Zago non ci sono dubbi: grazie a una nuova mentalità vincente, questa Roma ha tutte le carte in regola per contendere lo scudetto all’Inter.
Le parole di Zago
Analizzando l’imminente sfida del Maradona e i differenti momenti di forma delle due squadre, il brasiliano individua le insidie della trasferta partenopea pur mantenendo grande fiducia nei giallorossi: «Se la partita fosse stata all’Olimpico, ti avrei detto che la Roma avrebbe vinto al 100%. Al Maradona sarà un po’ più difficile, il Napoli farà di tutto per uscire da questa situazione di difficoltà. Per loro può essere la partita della svolta, ma se la Roma gioca come sta facendo ultimamente, può comunque spuntarla».
Il merito di questo ottimo avvio stagionale è da attribuire in gran parte a Gasperini, capace di trasformare radicalmente l’atteggiamento del gruppo: «Una mentalità vincente. Lavora tantissimo, basa il suo gioco sull’intensità e sulle triangolazioni. Lo reputo uno dei tre migliori allenatori degli ultimi anni. Per me, inoltre, la Roma ha fatto un ottimo mercato quest’estate e può sicuramente lottare per vincere».
Spostando l’attenzione sul reparto arretrato e sulle certezze difensive, l’ex centrale non ha dubbi su chi sia l’assoluto leader della retroguardia: «Sono due ottimi difensori, ma io mi affido sempre a Mancini. Da diverso tempo sta dimostrando di essere uno dei migliori difensori del campionato».
Riguardo alle scelte di formazione per sopperire all’assenza di Dybala, Zago promuove a pieni voti il giovane talento lusitano: «Credo che Mora possa essere il sostituto ideale di Dybala. Ha cominciato bene, dimostrando di essere un giocatore forte, sicuramente con ampi margini di miglioramento. Va anche detto che la Serie A è un campionato completamento diverso rispetto a quello portoghese, ma Mora sarà utile alla Roma».

Un plauso particolare è riservato poi all’incredibile impatto di Wesley, capace di zittire i critici e conquistarsi un ruolo di primissimo piano: «Quando è arrivato a Roma, é stato accolto con uno scetticismo esagerato, ma ha dimostrato di essere fortissimo. È diventato uno dei punti di riferimento della squadra, uno dei pilastri. La Roma deve essere molto attenta alla sua crescita e cercare di trattenerlo il più a lungo possibile, perché temo che diversi grandi club europei lo stiano seguendo».

Tornando con la mente al recente big match di Champions League e al botta e risposta a distanza tra Mourinho e Gasperini, il brasiliano si schiera apertamente con l’allenatore romanista: «Nel secondo tempo la Roma era un po’ stanca, ma il Real Madrid non ha creato chissà quali occasioni. La squadra ha perso un po’ di equilibrio e credo che l’uscita di Mancini abbia inciso. In generale, però, Gasperini non sbaglia quando dice che ha dominato il Real».
Sulle recenti indiscrezioni di mercato che accostano il connazionale Endrick ai colori giallorossi, Zago benedice l’eventuale operazione in prospettiva: «Endrick deve ancora dimostrare pienamente il suo valore e trovare il suo ruolo ideale in campo. Farebbe comodo alla Roma e non ho dubbi che crescerebbe molto lavorando con Gasperini, uno che ha plasmato tanti giovani».
Infine, una chiosa netta e inequivocabile sulle ambizioni tricolori della squadra, candidata di diritto al vertice della classifica: «È una squadra forte in ogni reparto e, insieme all’Inter, è la favorita per lo scudetto. La Lazio sta facendo bene, ma non ha una rosa all’altezza. Tutte le altre, dal Milan alla Juventus, non le reputo al livello di Roma e Inter».