Veretout chiama la Roma: “Se mi vogliono io ci sono. E con Gasp mi sarei divertito”

L’ex centrocampista giallorosso si è raccontato ai microfoni di Rete Sport

Jacopo Pagliara -
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Jordan Veretout (foto asroma.com)
Jordan Veretout (foto asroma.com)

Un legame indissolubile, forgiato a suon di chilometri, gol e una storica notte a Tirana. Jordan Veretout non ha mai dimenticato la Capitale. L’ex centrocampista giallorosso, oggi all’Al Arabi in Qatar, si è raccontato a cuore aperto ai microfoni diRete Sport, ripercorrendo i suoi tre anni all’ombra del Colosseo. Dalla gioia per la Conference League alzata con José Mourinho, al plauso per la nuova e spumeggiante Roma di Gian Piero Gasperini, tecnico che già in passato lo avrebbe voluto con sé. Il francese applaude il connazionale Koné, esalta il calore unico della tifoseria romanista e lancia persino un clamoroso e romantico messaggio di mercato: nonostante la felice parentesi a Doha, a un’eventuale chiamata della Roma non saprebbe mai dire di no.

Le parole di Veretout

Ripercorrendo i suoi tre anni in maglia giallorossa, impreziositi da 131 presenze e ben 22 reti, il centrocampista transalpino ha confessato quanto sia stato arduo salutare la Capitale e l’affetto della sua gente:

«Mi piaceva aiutare la squadra, correre tanto, ma riuscivo a segnare e sono riuscito a farne tanto. Ho fatto tre anni a Roma spettacolari, mi è piaciuto tantissimo, la mia famiglia si sentiva molto bene lì, ho fatto tanti amici, è stato difficile lasciare Roma, abbiamo vinto la Conference, è stato difficile lasciarla. Per me era il momento giusto per tornare in Francia, c’era un’offerta del Marsiglia, una grande squadra in Francia come la Roma in Italia ed era il momento giusto dopo 3 anni andar via».

Ammirando il gioco spumeggiante dell’attuale Roma, l’ex Marsiglia non ha nascosto che si sarebbe esaltato negli schemi tattici di Gian Piero Gasperini, svelando anche un curioso retroscena di mercato:

«Sicuramente è un grande allenatore in Italia e lo ha dimostrato anche in Europa, mi diverte tanto vedere la Roma, è un gioco verticale, forte, pressione costante, quando vedo i difensori della Roma che arrivano per segnare, è spettacolare, spero che quest’anno la squadra giallorossa possa vincere lo scudetto. Per caratteristiche mi sarei divertito, sicuramente sarei migliorato ancora. In Francia a Marsiglia avevamo Tudor che giocava con un sistema simile. Mi avrebbe fatto piacere esser allenato da lui, quando ero a Roma l’Atalanta mi voleva e quindi penso che il mister Gasperini mi volesse con lui».

Gian Piero Gasperini (RomaForever.it)
Gian Piero Gasperini (RomaForever.it)

Non è mancata poi una sincera battuta d’incoraggiamento per l’attuale padrone della mediana romanista, il connazionale Manu Koné:

«Lo guardo con affetto, è francese come me, sono contento che stia facendo bene in giallorosso e gli auguro di vincere a Roma perché è speciale».

Tornando sulle dinamiche del suo addio e sul rapporto con José Mourinho, caratterizzato da un avvio travolgente seguito da un minor minutaggio legato anche a questioni contrattuali, Veretout ha ribadito la sua immutata stima per lo Special One:

«Era il numero uno, ho avuto un buon rapporto con lui. Non so se lui o la società prima, che ha fatto sì che giocassi meno, parlavamo del rinnovo ma non trovammo l’accordo, poi arrivò l’offerta del Marsiglia. Avevo un buon rapporto con Mou, era sempre molto vicino ai giocatori, è e resta un numero uno. Abbiamo vinto con lui, è entrato nella testa dei giocatori e questo rimarrà per sempre».

Archiviata l’esperienza europea, la sua carriera prosegue oggi a Doha con la maglia dell’Al Arabi. Eppure, parlando della sua nuova vita in Qatar, il francese ha lanciato un inequivocabile e romantico messaggio d’amore ai colori giallorossi:

«Sto bene qui, una vita spettacolare, il calcio è anche difficile a dispetto di quello che si pensa, la cosa più importante per me è la famiglia e lo devo fare anche per loro. Se la Roma mi chiama, mia moglie dice che vuole tornare nella capitale. Non sono finito, posso dare ancora una mano se la Roma vuole io ci sono…».

Il pensiero è poi inevitabilmente volato alla magica notte di Tirana e alla conquista della Conference League, un ricordo ancora vivissimo e tramandato di padre in figlio:

«Era una competizione difficile e abbiamo voluto vincerla dall’inizio. Quando abbiamo festeggiato al centro di Roma, con migliaia di tifosi ancora oggi ho i brividi, faccio vedere le immagini a mio figlio».

Infine, il centrocampista ha voluto dedicare un ultimo, caloroso saluto al popolo romanista:

«Tifoseria top in Europa per passione e calore. A Roma si canta, c’è un’atmosfera pazzesca, come a Marsiglia. Auguro ai tifosi della Roma di vincere e festeggiare tanto, se lo meritano per l’amore che nutrono per i colori giallorossi».