La sfida del Sinigaglia si deciderà nella zona nevralgica del campo, parola di chi la mediana giallorossa l’ha dominata per anni. Giuseppe Giannini, storico capitano della Roma, ha analizzato ai taccuini de La Gazzetta dello Sport l’imminente incrocio contro il Como di Cesc Fabregas. Secondo il “Principe”, il fittissimo possesso palla di stampo iberico dei lariani potrà essere disinnescato dall’aggressività e dal pressing alto della squadra di Gasperini, armi letali per rubare palloni preziosi e innescare immediate ripartenze. In questa trama tattica, l’uomo in più ha un nome e un cognome: Manu Koné. Ormai imprescindibile per gli equilibri romanisti, il centrocampista francese, rinfrancato dalla sosta con la Nazionale e dalla decisiva doppietta all’Inter, è diventato un’arma totale, pronta a colpire anche in terra lombarda.
Le parole di Giannini
Analizzando l’assetto tattico della formazione lariana e le possibili contromisure che la mediana romanista dovrà adottare per scardinare la manovra avversaria, lo storico capitano ha individuato nel pressing la potenziale chiave di volta del match:
«La squadra di Fabregas ha un gioco prettamente “spagnolo” basato sul possesso di palla e una fitta rete di passaggi. Ed è proprio nelle corde dei giallorossi spezzare il gioco avversario e avviare la ripartenza. Può essere davvero questa la chiave del match, la Roma col pressing alto sui portatori di palla potrebbe conquistare palloni preziosi e trasformarli in occasioni da gol».

Soffermandosi poi sull’impatto di Manu Koné, ormai pedina imprescindibile nello scacchiere di Gian Piero Gasperini, il “Principe” ha esaltato la maturazione e la prepotente evoluzione tecnica del centrocampista francese:
«Ma lui è diventato ormai un giocatore molto importante per il gioco di Gasperini e gli equilibri della Roma. Peraltro Koné ora si è pure completato: era già bravo nell’interdizione e nel fraseggio con i compagni, con la doppietta all’Inter è diventato pericoloso anche in area di rigore. E adesso toccherà a lui cercare il gol anche a Como, in una gara importante come quella contro i nerazzurri. La parentesi in nazionale durante la sosta gli ha dato ancor più forza».