Luciano Spalletti ha guidato le più grandi piazze italiane, ma l’esperienza vissuta nella Capitale occupa un posto speciale nei suoi ricordi. Intervistato da Tuttosport per tracciare un bilancio della sua carriera, l’ex tecnico giallorosso ha riservato parole significative per l’ambiente romanista. Confrontando le diverse realtà calcistiche in cui ha lavorato, Spalletti ha voluto esaltare il calore unico e la passione viscerale che si respirano all’ombra del Colosseo, racchiudendo il tutto in una frase emblematica: “Alla Roma ho allenato una tifoseria”. Un legame profondo che si estende anche ai fuoriclasse valorizzati durante la sua gestione capitolina: interrogato sui giocatori su cui sente di aver inciso maggiormente a livello tecnico in assoluto, l’allenatore non ha infatti esitato a inserire il nome di Mohamed Salah.
Le parole di Spalletti
Tracciando un bilancio del suo percorso professionale attraverso le panchine più prestigiose d’Italia, il tecnico ha sottolineato l’unicità dell’ambiente bianconero e l’impatto totalizzante che ha avuto su di lui rispetto alle precedenti esperienze:
«Alla Roma ho allenato una tifoseria, a Napoli alleni una città. All’Inter una tradizione, in Nazionale un popolo. Alla Juve alleni invece una mentalità: è la storia del calcio. Qui c’è la modalità Juventus: non è solo un’emozione impetuosa. È gioia, orgoglio e responsabilità: sono sentimenti che non mi lasciano mai solo. È l’intensità mai banale di tristezze esagerate e felicità travolgenti. Non devi vivere solo di calcio, ma di Juventus. Siamo in competizione col nostro livello e non con gli altri. Il nostro club è sinonimo di eccellenza calcistica, per questo l’interesse nei nostri confronti è globale».

Sollecitato poi a individuare i giocatori sui quali sente di aver inciso maggiormente nel corso della sua lunga carriera, l’allenatore ha ristretto il campo ad alcuni nomi per lui indimenticabili:
«Ne cito alcuni, i più vividi nella mia mente: Pizarro a Udine, Lobotka e Kvara a Napoli, Salah alla Roma e Cancelo all’Inter».