Il tempo passa e i celebri capelli lunghi ispirati all’idolo Mario Kempes hanno lasciato spazio a un look diverso, ma l’affetto della sua gente non è svanito. Giuseppe Giannini, indimenticato “Principe” giallorosso, si è raccontato a cuore aperto sulle pagine di Sportweek, riavvolgendo il nastro di una vita indissolubilmente legata alla Capitale. Oggi la quotidianità gli concede il lusso di una tranquilla passeggiata in famiglia, un tempo impensabile per l’entusiasmo dei tifosi, ma l’emozione di quell’amore viscerale resta intatta. Nelle parole dell’ex capitano emerge tutto l’orgoglio di aver rappresentato Roma e la nostalgia per i brividi dell’Olimpico, un palcoscenico calcato con la consapevolezza di chi, indossando quella maglia, sentiva letteralmente di toccare il cielo con un dito.
Le parole di Giannini
Soffermandosi sulla sua vita dopo il ritiro e sull’immutato affetto della gente, l’ex capitano giallorosso ha raccontato con il sorriso come sia cambiata la sua quotidianità: «Adesso è più facile fare una passeggiata con mia moglie. Da giocatore era impossibile uscire con lei o le mie figlie. Vivevo blindato. Il problema è che il tempo passa, e i capelli lunghi che portavo una volta sono scomparsi. Così, ogni tanto, le persone mi guardano come per dire “Ma è lui o non è lui?”. Poi mi vengono più vicino, mi riconoscono ed esclamano “Ma tu sei…”. Allora mi metto a ridere e dico: “Sì, sono io”. E loro: “Sei il Principe!”».
Interrogato sul profondo significato di indossare e onorare quei colori, Giannini ha evidenziato il legame indissolubile tra la squadra e la sua città: «Essere romanisti significa anche rappresentare la Capitale. Nessuno può dire di non conoscere la Capitale e, di conseguenza, l’AS Roma».

Riavvolgendo poi il nastro dei ricordi legati alle domeniche vissute davanti al proprio pubblico, il “Principe” non ha nascosto l’emozione indelebile provata in quegli anni: «Ogni volta che entravo sul prato dell’Olimpico con la divisa della mia squadra del cuore mi sembrava davvero di toccare il cielo con un dito».
Infine, svelando quale fosse il suo punto di riferimento calcistico in gioventù, ha ammesso di essersi ispirato a un grande campione del passato, tanto nello stile di gioco quanto nel look iconico: «Un idolo? L’argentino Mario Kempes. L’avevo eletto a modello per il modo di giocare e per i capelli lunghi, che infatti ho portato allo stesso modo».