Il big match dell’Olimpico si accende anche nelle parole degli ex illustri. Sulle colonne de Il Giorno, Fulvio Collovati ha analizzato lo scontro al vertice tra Roma e Inter, esaltando a tutto tondo il progetto giallorosso. Per l’ex difensore, il primato capitolino non è affatto una sorpresa, ma l’ennesima conferma del valore di Gian Piero Gasperini, capace di forgiare una squadra aggressiva, letale con il capocannoniere Malen e imperforabile in difesa. Una solidità arretrata che sarà chiamata a disinnescare la spinta nerazzurra: proprio gli incandescenti duelli sulle fasce, da Dimarco e Diouf fino all’esuberanza del giovane Lulli, rappresenteranno per Collovati la vera chiave tattica di una classica del nostro calcio che, storicamente, promette sempre gol e spettacolo.
Le dichiarazioni di Collovati
L’ex difensore campione del mondo analizza innanzitutto la profonda metamorfosi tattica dei giallorossi. Al centro della sua riflessione spicca un atteggiamento propositivo che esalta i singoli senza compromettere una retroguardia finora blindata, pur concedendosi una piccola riserva su un recente e illustre accostamento azzardato dal tecnico: “Una squadra totalmente diversa. Ha il capocannoniere del campionato, Malen, e subisce meno. Gioca uno contro uno in pressione, ti aggredisce e certo non rinuncia ad attaccare. Anche in difesa mi sembra che le gerarchie siano ben definite, ma poi col Torino ha giocato Balerdi e ha fatto molto bene. Ecco, magari il paragone con Baresi fatto da Gasperini era un po’ esagerato, sebbene non conosca così bene il giocatore…”.

Spostando il focus prettamente sul campo, Collovati individua nei duelli sulle corsie laterali il vero ago della bilancia per scardinare gli equilibri del big match, ricordando inoltre come questa grande classica del nostro calcio sia storicamente garanzia di spettacolo: “Vedo una sfida molto interessante sugli esterni: Dimarco e Diouf da una parte, Wesley e Molina o il giovane Lulli, che è molto interessante, dall’altra. Soprattutto l’Inter punta molto sulle corsie laterali, avendo anche Bastoni. In generale, ai miei tempi, nei due anni alla Roma notavo che le partite contro l’Inter erano spesso caratterizzate da tanti gol e anche negli anni successivi mi è sembrato accadesse lo stesso”.

Infine, a chi valuta il primato solitario dei capitolini come un evento inaspettato, l’ex centrale risponde a tono, evidenziando il percorso di crescita esponenziale impresso dall’allenatore fin dal suo approdo sulla panchina: “Forse per chi non conosce Gasperini. Ha portato l’Atalanta a vincere l’Europa League. La squadra è tornata in Champions e per me quest’anno è destinata a fare di più. Già il terzo posto raggiunto al primo anno con questo allenatore è stato un traguardo eccezionale”.