Stramaccioni: “Gasp era una furia già a Crotone. Roma-Inter? Chi vince dà la prima spallata”

Le dichiarazioni del doppio ex della partita Andrea Stramaccioni

Jacopo Pagliara -
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Andrea Stramaccioni
Andrea Stramaccioni (RomaForever.it)

Per Andrea Stramaccioni, il big match tra Roma e Inter non sarà mai una partita come le altre. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico ha aperto l’album dei ricordi, citando due pilastri come Bruno Conti e Massimo Moratti, per poi tuffarsi nell’attualità. Un’intervista a tutto tondo che parte dagli aneddoti su un giovane e già carismatico Gasperini ai tempi del Crotone, fino all‘analisi tattica della sfida dell’Olimpico, definita una “prima spallata” al campionato prima della sosta. Stramaccioni accende i riflettori sull’entusiasmante duello a distanza tra i bomber Malen e Lautaro, sviscerando infine i temi chiave di una gara in cui il 3-5-2 interista rischia di mettere a dura prova le ferree marcature del credo gasperiniano.

Le dichiarazioni di Stramaccioni

Il legame di Stramaccioni con i due club è profondo e radicato nel tempo. Ripensando al passato diviso tra l’ambiente giallorosso e quello nerazzurro, il tecnico preferisce non isolare un singolo trionfo sul campo, ma rendere omaggio alle figure umane e dirigenziali che hanno segnato il suo percorso: “Molti, ma vorrei menzionare due uomini che mi hanno accompagnato sempre: Bruno Conti e Massimo Moratti. Gente così non esiste più”.

L’incrocio con l’attuale tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, riporta poi alla luce un gustoso aneddoto degli inizi di carriera. L’incontro tra i due risale infatti a più di vent’anni fa, in un contesto calcistico minore ma già permeato dall’inconfondibile carattere dell’allenatore piemontese: “Era l’estate del 2003, il Crotone era in Serie C e aveva l’obbligo di allestire una Primavera. Peppe Ursino, direttore sportivo, voleva un osservatore economico nel centro Italia. Io avevo 23 anni e organizzavo dei raduni con l’AZ Sport. In prima squadra c’era Gasp. Era una furia, in campo e fuori. Una volta, a cena, tartassò così tanto l’ex presidente Raffaele Vrenna che lo convinse a fare tutte le trasferte in aereo. Niente più pullman, bisogna cambiare mentalità. Il 3-4-3 era già un mantra. Mi utilizzava per le relazioni sulle squadre laziali, campane e abruzzesi. Quell’anno vinse i playoff contro la Viterbese e salì in Serie B“.

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini (RomaForever.it)

Tornando all’attualità calcistica, l’attesa per la super sfida dell’Olimpico è febbrile. Pur rifiutando la precoce etichetta di scontro scudetto, Stramaccioni sottolinea l’enorme peso specifico dei tre punti in palio, soprattutto in considerazione del calendario: “È presto, ma chiunque vinca darà una prima spallata alla concorrente, mettendo morale in cascina. Anche perché con la maxi sosta, nel bene e nel male, le analisi riecheggiano più a lungo”.

Tra i protagonisti più attesi ci sarà inevitabilmente Malen. L’attaccante giallorosso, reduce da un avvio da sogno, è chiamato a confermare i suoi numeri impressionanti, entrando in rotta di collisione con i grandi calibri del campionato:Ora è diventato un “sorvegliato speciale”. La chiave saranno gli assist di Dybala, ma se la giocheranno lui e Lautaro”.

Donyell Malen
Donyell Malen (foto asroma.com)

Dal punto di vista strettamente tattico, la scacchiera del match si preannuncia complessa e affascinante. L’ex mister sviscera le possibili mosse dei due allenatori, individuando i duelli determinanti e mettendo in guardia i giallorossi da una precisa insidia legata al sistema di gioco nerazzurro: La Roma rovescerà il vertice offensivo per occuparsi di Zielinski e non farà costruire i braccetti. E poi occhio alle fasce. La chiave sarà l’insolito duello tra Wesley e Diouf. Per l’Inter, invece, citerei i movimenti delle punte in combinazione con Barella: questo può dare fastidio alle marcature a uomo della Roma. È innegabile che il credo “gasperiniano” soffra alcuni aspetti del 3-5-2. Da gennaio 2010, contro allenatori che usano questo modulo – vedi Conte, Simone Inzaghi e lo stesso Chivu -, Gasp ha perso dieci volte e pareggiato quattro”.