Mora, primo gol e dedica alla Roma: “Dybala era un sogno. Totti? Spero di conoscerlo presto”

Il portoghese protagonista nel 4-0 al Lecce racconta l’impatto con la Roma, il rapporto con Gasperini e l’emozione di giocare accanto a Dybala e Malen

Jacopo Mandò -
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Rodrigo Mora
Rodrigo Mora parla a Sky e DAZN: l’emozione del portoghese dopo il primo gol con la Roma – Romaforever.it

Il primo gol con la Roma, la felicità per una serata speciale e due idoli giallorossi sullo sfondo. Rodrigo Mora si è raccontato dopo il 4-0 contro il Lecce, intervenendo prima ai microfoni di Sky Sport e successivamente a DAZN.

Il portoghese ha trovato la prima rete ufficiale con la nuova maglia dopo essere entrato nella ripresa: “È una giornata molto bella per me. È stata la giornata che avrei voluto, sono molto felice di aver aiutato la squadra. Ora continuiamo così, ha spiegato a Sky.

Mora: “Dybala lo guardavo da bambino”

L’impatto con alcuni dei campioni dello spogliatoio lo sta aiutando nell’inserimento: “Quando sono arrivato qui ho detto che era un sogno giocare con Dybala. Lo guardavo quando ero bambino. Ho provato a servirgli un assist, ma penso che nella prossima partita riusciremo a segnare”.

Poi Malen, arrivato già a quota cinque reti: “È un giocatore fantastico: cinque gol in due partite. Sono molto felice di giocare con questi ragazzi”.

A DAZN, Mora ha parlato anche di Francesco Totti: “Non ho avuto ancora il piacere di conoscerlo, spero che succederà presto. Non c’è bisogno di dire che è stato un idolo per un’intera generazione”.

Gasperini decisivo per il suo arrivo

Mora ha rivelato anche il peso avuto da Gasperini nella scelta della Roma: “Per me è stato molto importante nella decisione di venire qui, perché gli piacciono giocatori con le mie caratteristiche e anche a me piace il suo modo di giocare”.

Gli allenamenti, però, hanno richiesto un adattamento: “All’inizio sono stati molto duri. Mi è costato un po’ abituarmi, ma i risultati già si vedono”.

Chiarissime anche le richieste tattiche dell’allenatore: “Quando ricevo la palla mi chiede di aprirmi e puntare subito l’avversario, di non ricevere di spalle e di giocare come prima opzione frontalmente, in verticale”.