Roma cala il tris nella corsa verso Euro 2032. Alla scadenza del 31 luglio, la Capitale ha presentato le candidature dello Stadio Olimpico, del nuovo impianto dell’AS Roma a Pietralata e del progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio.
In totale, la FIGC ha ricevuto la documentazione di 13 città per 16 stadi. Soltanto cinque impianti italiani ospiteranno le partite dell’Europeo organizzato insieme alla Turchia. La Federazione dovrà individuare le sedi da sottoporre alla UEFA entro il 1° ottobre 2026.
Pietralata entra nella corsa
La presentazione del dossier rappresenta un altro passaggio importante per il nuovo stadio della Roma. Il progetto è entrato nella Conferenza dei Servizi decisoria, che dovrebbe concludersi entro settembre. L’obiettivo istituzionale è ottenere l’autorizzazione definitiva e aprire i cantieri nel marzo 2027.
L’investimento privato previsto supera il miliardo di euro, con circa 696 milioni destinati direttamente alla realizzazione dello stadio. La UEFA aveva già approfondito nei mesi scorsi il programma di Pietralata, riconoscendolo tra le proposte italiane da seguire.
La concorrenza dell’Olimpico
Lo Stadio Olimpico conserva un vantaggio importante: è già operativo, ha esperienza internazionale e dispone di un piano di ammodernamento. Pietralata, però, potrebbe offrire un impianto interamente nuovo, moderno e progettato secondo i requisiti UEFA.
Più indietro appare il dossier del Flaminio, legato al progetto della Lazio e ancora in una fase amministrativa meno avanzata. Difficilmente tutti e tre gli stadi romani potranno entrare nella lista principale: uno potrebbe essere scelto tra le cinque sedi e un altro indicato come riserva.
Per la Roma, intanto, arriva una conferma significativa. Pietralata non è più soltanto il progetto della futura casa giallorossa: è ufficialmente candidato a diventare uno degli stadi italiani di Euro 2032.