Okaka ricorda la Roma: “Spalletti mi diceva di non fare Totti. Il derby è unico”

L’ex attaccante giallorosso racconta l’esordio in Serie A, i consigli ricevuti dal tecnico toscano e l’atmosfera vissuta nella Capitale

Jacopo Mandò -
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Okaka
Stefano Okaka con la maglia della Roma: il suo ricordo del passato in giallorosso – Romaforever.it

Stefano Okaka torna con la memoria agli anni trascorsi alla Roma. Intervistato da La Casa di C, l’attaccante ha ricordato il rapporto con Luciano Spalletti, l’emozione del derby della Capitale e alcuni ex compagni giallorossi diventati successivamente allenatori. Fu proprio il tecnico toscano a lanciarlo in Serie A il 18 dicembre 2005, quando aveva appena 16 anni, nella sfida pareggiata dalla Roma contro la Sampdoria.

Okaka e il consiglio di Spalletti

Il legame tra Okaka e la Roma cominciò nel settore giovanile, prima del precoce debutto tra i professionisti. Nel raccontare gli allenatori più importanti della sua carriera, l’ex centravanti ha riservato un pensiero particolare a Spalletti.

“Ci sono stati tanti allenatori importanti per me, come Spalletti che mi ha fatto esordire in Serie A. Mi diceva sempre: ‘Non fare Totti, fai lo Stefano’”, ha raccontato Okaka. Un consiglio diretto, con il quale l’allenatore cercava di convincere il giovane attaccante a costruire una propria identità senza imitare il simbolo assoluto della Roma.

Con la maglia giallorossa, Okaka avrebbe poi raccolto 34 presenze e 2 reti in Serie A, vivendo diverse parentesi in prestito prima dell’addio definitivo. Tra i gol più ricordati resta quello di tacco realizzato contro il Siena nel gennaio 2010.

“Il derby di Roma è unico”

Nel corso dell’intervista, Okaka ha confrontato le diverse stracittadine vissute durante la propria carriera, da Roma-Lazioal derby di Genova, fino a Lecce-Bari.

“Il derby di Roma è unico per atmosfera, per i giocatori. Specialmente quando ero io a Roma, c’era ancor più rivalità perché i giocatori erano fortissimi”, ha spiegato.

Infine, l’attaccante ha parlato di Alberto Aquilani, Cristian Chivu e Daniele De Rossi, suoi ex compagni oggi passati in panchina: “Erano tutti ossessionati dal calcio, erano già allenatori in campo. Stanno facendo una grandissima carriera e gli auguro il meglio”.