Dybala a cuore aperto: “L’arrivo a Roma una sorpresa incredibile. Mourinho? Un genio”

Paulo Dybala si è raccontato a 360° nel corso di un’intervista

Jacopo Pagliara -
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Paulo Dybala
Paulo Dybala (foto asroma.com)

Paulo Dybala torna a parlare a cuore aperto e lo fa riavvolgendo il nastro delle emozioni a tinte giallorosse. Ospite del podcast dello youtuber argentino Daavo, la “Joya” ha ripercorso i momenti più intensi, e a tratti contrastanti, della sua avventura alla Roma. Nelle parole del numero 21 c’è spazio per il dolore, ancora tangibile, di quella finale di Europa League contro il Siviglia: una ferita mai chiusa, segnata da un arbitraggio discusso e da un rigore clamoroso negato.

Ma c’è anche immensa gratitudine, rivolta in primis a José Mourinho. Definito senza mezzi termini un “genio”, lo Special Oneè stato la vera calamita che ha portato l’argentino nella Capitale, regalandogli l’emozione surreale e indimenticabile di una presentazione davanti a quindicimila tifosi in delirio. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

Le parole di Paulo Dybala

Il pensiero di Paulo Dybala torna inevitabilmente alla notte di Budapest e a quella finale di Europa League contro il Siviglia, un ricordo che rappresenta ancora una ferita aperta: «Mi ha fatto molto male perdere quella finale. Ci sono stati diversi episodi strani, l’arbitro è stato molto permissivo con alcuni giocatori del Siviglia. Secondo me quella mano era rigore e avrebbe cambiato il finale della partita».

Un ruolo centrale in quel percorso europeo, e più in generale nel cuore dei giocatori e dei tifosi, lo ha avuto José Mourinho, verso il quale l’attaccante argentino nutre una profonda stima: «Mourinho è un genio. Al di là di quello che ha fatto nel calcio, con noi ha sempre parlato con rispetto, ci ha protetto e ci voleva bene. Alla Roma la gente si è innamorata di lui per quello che ha dato: un titolo dopo tanti anni e una finale di Europa League che, secondo me, meritavamo».

Paulo Dybala
Paulo Dybala (foto asroma.com)

L’influenza del tecnico portoghese, del resto, è stata la vera chiave per convincere la Joya a sposare il progetto tecnico nella Capitale: «Sì, molto. Mi chiamava spesso, voleva che andassi lì».

Il coronamento di quel corteggiamento fu la memorabile serata della sua presentazione ufficiale, un evento vissuto con uno stupore che l’argentino ricorda ancora vividamente: «Non sapevo nulla, era una sorpresa. Pensavo di andare a fare una conferenza di benvenuto. Quando stavamo arrivando vedevo tantissima gente e non capivo. Poi, una volta dentro, mi hanno spiegato tutto. Da lì vedevo la quantità di persone e non riuscivo a crederci».

L’impatto visivo di quella serata, di fronte all’entusiasmo travolgente del pubblico, ha lasciato un segno profondo nella memoria del numero 21: «Tra le 10.000 e le 15.000 persone. Era tutto pieno, incredibile».