Di Francesco si confessa: “Allenare la Roma era il mio sogno. Nel secondo anno ho commesso un errore”

Eusebio Di Francesco ripercorre la sua esperienza sulla panchina della Roma: dal sogno realizzato alla storica cavalcata in Champions League fino alle difficoltà dell’ultima stagione.

Melissa Landolina -
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Eusebio Di Francesco è tornato a parlare della sua esperienza alla guida della Roma, una delle tappe più importanti della sua carriera da allenatore. Intervenuto nel podcast Doppio Passo, l’attuale tecnico del Lecce ha ripercorso gli anni vissuti nella Capitale, tra il sogno di allenare il club giallorosso, la storica cavalcata in Champions League e le difficoltà che portarono alla fine della sua avventura nel 2019.

Parole sincere, cariche di autocritica e nostalgia, che offrono uno sguardo diverso su una delle parentesi più discusse della recente storia romanista.

“Allenare la Roma era il mio pallino”

Di Francesco non ha mai nascosto il legame speciale con la Roma, club nel quale aveva già lasciato il segno da calciatore prima di tornarci da allenatore nell’estate del 2017.

“Il mio pallino è sempre stato la Roma, allenare lì”, ha raccontato l’ex tecnico giallorosso, spiegando quanto quella chiamata rappresentasse la realizzazione di un obiettivo inseguito per anni.

Un’esperienza vissuta con grande entusiasmo, soprattutto durante la prima stagione, quando la squadra riuscì a costruire un’identità precisa e a conquistare risultati che entrarono nella storia del club.

La cavalcata in Champions e il rimpianto della semifinale

Tra i ricordi più belli resta inevitabilmente il percorso europeo del 2017-18, culminato con la semifinale di Champions League.

“Nonostante le difficoltà iniziali, la squadra credeva in quello che stavamo proponendo, nel nostro modo di giocare, nell’aggressività e nella voglia di essere dominanti”, ha spiegato Di Francesco.

Il tecnico ha poi ricordato con rammarico l’eliminazione contro il Liverpool, una sfida ancora oggi al centro di numerose discussioni arbitrali.

“In Europa abbiamo fatto qualcosa di davvero importante. Peccato per quella semifinale, perché con il Var probabilmente sarebbe andata in maniera diversa”.

L’ammissione sul secondo anno: “Ho mollato un po’”

Più delicato il passaggio dedicato alla stagione successiva, conclusa con l’esonero nel marzo 2019.

Di Francesco ha ammesso di aver vissuto un periodo complicato, caratterizzato da pressioni crescenti e difficoltà interne.

“Alla fine del secondo anno avevo un po’ mollato, tra virgolette. C’erano tante pressioni e ci sono momenti in cui fai scelte sbagliate o affronti certe situazioni nel modo sbagliato. Te ne rendi conto soltanto dopo”.

L’ex allenatore romanista ha poi spiegato come alcune dinamiche interne abbiano inciso sul suo percorso.

“Quando arrivi al punto in cui determinate discussioni ti fanno più male che bene, soprattutto all’interno dell’ambiente, diventa difficile. Dovevo avere più forza e non mollare”.

Dal passato al presente: ora c’è il Lecce

Dopo le esperienze difficili con Frosinone e Venezia, concluse entrambe con la retrocessione, Di Francesco è riuscito a rilanciarsi centrando la salvezza con il Lecce nell’ultima stagione.

Il tecnico guiderà ancora i salentini anche nel prossimo campionato e ritroverà la Roma alla seconda giornata di Serie A, quando i giallorossi faranno visita al Via del Mare.

Una sfida che per Di Francesco avrà inevitabilmente un sapore speciale. Perché, nonostante il tempo passato, il legame con la Roma continua a occupare un posto particolare nella sua carriera e nei suoi ricordi.