La nuova Curva Sud è già il cuore emotivo dello Stadio della Roma. Il progetto di Pietralata, inserito nel percorso autorizzativo accelerato dall’ordinanza del commissario Massimo Sessa, prevede un impianto da 60.605 posti e un settore da circa 23mila spettatori destinato a diventare uno dei più grandi d’Europa. Non solo numeri: per il popolo romanista sarà il luogo dell’identità, del rumore e dell’appartenenza.
Una Sud enorme
La Roma vuole costruire una casa moderna, ma con un’anima riconoscibile. La Curva Sud sarà il punto più forte del progetto: un settore pensato per raccogliere la parte più calda del tifo e trasformarla in un muro compatto, vicino al campo e centrale nell’esperienza partita.
Nella nota con cui il club aveva annunciato la consegna del PFTE, la società aveva parlato di una “Curva Sud monumentale, la più grande d’Europa, pensata come cuore pulsante dello stadio e simbolo della passione romanista”. Una definizione che racconta bene l’ambizione dei Friedkin: non realizzare soltanto un impianto nuovo, ma dare alla Roma uno stadio capace di pesare anche dal punto di vista ambientale e sportivo.
Identità romanista
Il nuovo stadio dovrà richiamare anche la storia del club e della città. Nel progetto compaiono riferimenti alla tradizione romana, con la scritta “Roma 1927” sulla facciata sud e l’emblema della AS Roma sulla facciata nord. Elementi non secondari, perché trasformano l’impianto in un luogo pensato per essere riconoscibile prima ancora che funzionale.
La prospettiva resta legata ai prossimi passaggi burocratici e all’avvio dei lavori, previsto nelle intenzioni per il 2027, anno del Centenario. Ma l’immagine è già forte: una Curva Sud da 23mila posti, un nuovo stadio a Pietralata e il sogno di portare il tifo romanista in una dimensione finalmente europea.