Völler punge l’Italia: “Senza l’errore di Bastoni sarebbe al Mondiale”

L’ex attaccante della Roma torna sull’eliminazione azzurra e indica l’episodio decisivo

Jacopo Mandò -
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Rudi Voller
Rudi Voller torna a parlare dell’Italia: la sua intervista menziona anche la Roma – Romaforever.it

Rudi Völler non dimentica l’Italia. L’ex attaccante della Roma, oggi figura centrale del calcio tedesco, ha parlato a La Gazzetta dello Sport dell’assenza degli azzurri dal Mondiale 2026, soffermandosi sull’episodio che più di tutti ha condizionato la finale playoff contro la Bosnia: l’espulsione di Alessandro Bastoni. Un’analisi dura, ma molto chiara, che riapre una ferita ancora viva nel calcio italiano.

Le parole di Völler

Alla domanda su come i suoi parenti a Roma abbiano vissuto l’assenza dell’Italia, Völler ha risposto senza giri di parole: “Spiace veramente a tutti. La mia non è retorica o discorsi scontati che sento da tante persone qui. Gli azzurri hanno pagato l’espulsione di Bastoni. Giocare in dieci nel calcio di oggi è difficile. Lo dico anche ai nostri giocatori qui: un errore del genere è fondamentale anche adesso al Mondiale, con questo caldo e questi ritmi. Se fai un’entrata così da ultimo uomo e devi giocare in dieci per un’ora, perdi. Senza questo errore l’Italia sarebbe alla Coppa del Mondo”.

Un giudizio netto, che individua nel rosso al difensore dell’Inter il punto di svolta della partita.

Italia, ferita aperta

Il riferimento di Völler pesa anche per il suo legame con Roma. Non parla solo un dirigente della Germania, ma un ex campione giallorosso che conosce bene il calcio italiano e la sua pressione. La sua lettura non cancella i problemi strutturali della Nazionale, ma mette in evidenza quanto un singolo episodio possa diventare decisivo in una partita da dentro o fuori.

L’Italia resta fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva, un dato che racconta una crisi più larga. Ma nelle parole di Völler c’è anche un rimpianto tecnico: con undici uomini, secondo lui, gli azzurri avrebbero avuto la forza per arrivare alla Coppa del Mondo. Una frase che non cambia il verdetto, ma rende ancora più amara l’eliminazione.